Armando Manocchia: Risposta al messaggio del presidente Mattarella per il ramadan

Risposta al caro (sifaperdire) Presidente, a proposito del messaggio che ha inviato ai barbari per il ramadan nel quale, senza sapere cosa, ha detto; “Il pluralismo di culto e il rifiuto di ogni forma di discriminazione basata sull’appartenenza religiosa sono conquiste storiche garantite dalla nostra Costituzione”.

 

mattarella

Innanzitutto non ricordo una parola di questo prestanome di Napoletame sui cristiani vessati, perseguitati, violentati e uccisi. Inoltre, gli consiglio di prendere qualche lezione di islam perchè o lo ignora o fa finta di non sapere.

Lo sa o non lo sa che l’islamismo è una ideologia tra le più violente, barbare, sanguinarie e criminali? Lo sa o non lo sa che sulla nostra Costituzione ci pisciano sopra? Lo sa o non lo sa che un musulmano DEVE rispettare una sola legge, la sharia? Matteorella sa cos’è la sharia? Qualcuno glielo spieghi. Intanto prenda qualche info da IO..

La sharia, è la legge coranica! E per i musulmani non esiste altra legge alcuna! Caro ( si fa per dire) Matteorella (ovvero il presidente voluto da Matteo Renzi con la complicità di Napolitano), a differenza di tutte le altre religioni, l’islam contiene per la società un programma legale e politico OBBLIGATORIO e altamente circostanziato, chiamato sharia, che si può approssimativamente tradurre come la “strada” o “retta via”. I precetti della sharia, di questa legge coranica, derivano dai comandamenti del corano e della sunna (gli insegnamenti e gli esempi di Maometto raccontati negli hadiths autentici e nella Sira). E insieme, il corano e la sunna, stabiliscono le prescrizioni della sharia, che è la rappresentazione della buona società islamica. Insomma, per intenderci è come la nostra Costituzione unita al Vangelo o alla Bibbia. Quindi, veda lei….

Poiché la sharia deriva dal corano e dalla sunna, non è facoltativa. Non è che uno può dire mi piace o non mi piace. La sharia è il codice legale prescritto da allah per tutta l’umanità e allah è il loro dio. Violare la sharia o non accettare la sua autorità significa ribellione contro allah, cioé contro il loro dio.

Caro Matteorella, nell’islam non c’è separazione tra religione e politica; piuttosto l’islam e la sharia costituiscono un sistema omnicomprensivo per organizzare la società ad ogni livello. Mentre, in teoria è possibile ad una società islamica avere forme esteriori diverse — un sistema di governo elettivo, una monarchia ereditaria, e così via — qualunque sia la forma di governo esterna, il contenuto obbligato è la sharia. E’ questa realtà che pone la sharia in contrasto con tutte le forme di governo basate su qualcosa che non sia il corano o la sunna.

I precetti della sharia possono essere divisi in due parti:

1. Atti di culto (al-ibadat), che includono: Purificazione rituale (Wuadu) Preghiere (Salah) Digiuno (Sawm e Ramadan) Elemosina (Zakat) Pellegrinaggio alla Mecca (Hajj)

2. Relazioni umane (al-muamalat), che includono: Transazioni finanziarie Prestiti Leggi testamentarie ed eredità Matrimonio, divorzio e cura dei bambini Cibi e bevande (inclusa la macellazione rituale e la caccia) Sanzioni penali Guerra e Pace Materie legali e giudiziarie (incluse testimonianza e presentazione delle prove)

Come può vedere Matteorella, ci sono pochi aspetti della vita che la sharia non regoli in modo preciso. Tutto, dal come ci si lava le mani, all’educazione dei bambini, alla tassazione, alla politica militare, cade sotto la sua giurisdizione. Dato che la sharia deriva dal corano e dalla sunna, consente un qualche spazio all’interpretazione. Ma dopo aver attentamente esaminato le fonti, è evidente che una significativa applicazione della sharia è destinata ad apparire estremamente diversa da qualsiasi cosa che assomigli a una società libera e aperta, in senso democratico e Occidentale.

La lapidazione degli adulteri, la pena capitale per gli apostati e i bestemmiatori, la repressione delle altre religioni e l’ostilità obbligatoria verso le Nazioni non islamiche, costellata da continui atti di guerra è stata, è e sarà sempre la norma.

Sembra quindi esatto classificare l’islam e il suo codice legale, la sharia, come una forma di totalitarismo, come una ideologia e non come una religione.

Armando Manocchia  @mail



   

 

 

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