Bolivia, Bergoglio contro le barriere anti immigrati “costruire ponti non muri”

Durante il suo discorso in Bolivia, il Papa ha condannato i tre muri della vergogna, cioe’ i due che sono stati eretti per respingere i palestinesi al confine con Israele e i messicani al confine con gli Stati Uniti, ma anche a quello che vuole costruire l’Ungheria per tenere fuori gli immigrati: “bisogna costruire ponti non muri”, ha detto sottolineando che “una nazione che cerca il bene comune non puo’ chiudersi in se’ stessa”.

Morales dona al papa  una singolare falce e martello con il Crocifisso sul manico

Morales dona al papa una singolare falce e martello con il Crocifisso sul manico

Quando Morales ha evocato il contenzioso tra Bolivia e Cile per uno sbocco al mare che lo stato plurinazionale richiede da tempo senza successo ma con la certezza di averne diritto, pur senza prendere posizione nel merito, Bergoglio ha suggerito di continuare questo negoziato. “Tutti i temi – ha detto nel discorso tenuto nella cattedarle di La Paz – per quanto spinosi siano, hanno soluzioni condivise, ragionevoli, eque e durature.
E, in ogni caso, non devono mai essere motivo di aggressivita’, di rancore o inimicizia che aggravano ancor piu’ la situazione e ne rendono piu’ difficile la risoluzione”. “Qui sto pensando al Mare: il dialogo e’ indisepensabile”, ha anche aggiunto. Al presidente boliviano che nel suo discorso all’aeroporto aveva denunciato le responsabilita storiche della Chiesa locale che era stata incapace di ribellarsi a violenze e soprusi contro i deboli, Francesco ha ricordato pero’ che “la fede e’ una luce che non abbaglia, le ideologie abbagliano”. “La liberta’ – ha osservato – e’ sempre il contesto migliore perche’ i pensatori, le associazioni civili, i mezzi di comunicazione svolgano la loro funzione, con passione e creativita’, al servizio del bene comune”. E “la liberta’ religiosa, cosi’ come solitamente questa espressione viene intesa in ambito civile, ci ricorda anche che la fede non puo’ essere ridotta alla sfera puramente soggettiva”. Il cristianesimo ha svolto un ruolo importante nel formare l’identita’ del popolo boliviano”. “Sara’ per noi una sfida incoraggiare e promuovere la nascita di opere sociali dalla spiritualita’ e dall’impegno cristiano”, ha assicurato infine, concludendo con un omaggio al progresso del paese andino governato ormai dal 22 gennaio 2006 da Evo Morales, primo presidente indigeno: “la Bolivia – infatti – sta attraversando un momento storico: la politica, il mondo della cultura, le religioni sono parte di questa bella sfida dell’unita’”. (AGI) .



   

 

 

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