Violata Hacking Team, azienda di cyberspionaggio che vende armi digitali

Per un’azienda che si occupa di strumenti di sorveglianza informatica e che tra i suoi clienti ha agenzie e governi di tutto il mondo, compresi alcuni regimi tutt’altro che democratici – finire nel mirino degli hacker ha il sapore della vendetta e dello smacco, e rischia di avere conseguenze ben più amare che per altri. Anche perché man mano che passano le ore aumentano i dettagli trapelati in rete sulle attività di Hacking Team, società milanese specializzata in programmi-spia online, attaccata nella notte tra domenica e lunedì.

Quando si lavora nel campo della sicurezza informatica si può stare da due parti: quella degli attaccanti o quella di chi deve difendersi. Hacking Team sta nel primo schieramento e il suo software “Da Vinci” è una delle suite più avanzate al mondo per il cyberspionaggio.

hackingteam

Hacker non identificati, secondo quanto riportato dal sito CSO Online che per primo ha riportato la notizia, sono riusciti a trafugare dai sistemi di Hacking Team documenti e file per un archivio di circa 400 Gigabyte poi messo online, su BitTorrent, tramite lo stesso account Twitter della società, anche questo compromesso. Non è ancora chiaro chi ne abbia violato i sistemi e l’azienda per ora si trincera dietro un sonoro “no comment”, ma la notizia dell’attacco ha fatto il giro del web con tanto di hashtag #HackingTeam.

I paesi che si servono dell’Hacking Team Dagli scambi di posta elettronica tra manager dell’azienda (compreso l’amministratore delegato David Vincenzetti) ed esponenti di diverse agenzie governative, emerge un lungo elenco di clienti (compresi governi con cui Hacking Team ha in passato negato di avere a che fare), tra cui ci sono Egitto, Etiopia, Marocco, Nigeria, Sudan, Stati Uniti, Azerbaigian, Kazakistan, Corea del Sud, Thailandia, Uzbekistan, Vietnam, Germania, Ungheria, Italia, Russia, Spagna, Svizzera, Bahrein, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

hackingteam2

Tra i clienti governativi della società di Hacking Team risulta esserci anche l’Italia, nello specifico in un excel del 2011 si menziona la Presidenza del Consiglio. Ci sono poi la Procura di Milano e il ROS dei Carabinieri, ma anche istituzioni finanziarie, assicurative e aziende soprattutto italiane: ABI, l’associazione bancaria italiana, Ubi Banca, Generali, Unipol, Cattolica, CnpCapitalia, Fondiaria SAI, Itas Assicurazioni, ma anche ING Direct, Deutsche Bank, Barclays, RSA e Axa. E poi TIM e Alenia Aermacchi la società controllata da FinMeccanica. Aziende che avrebbero chiesto all’Hacking Team di testare il loro grado di impenetrabilità agli attacchi informatici.

On line alcuni documenti In rete cominciano a confluire i primi documenti. Nella lista dei clienti il Sudan e la Russia figurano come “non supportati ufficialmente”, elemento che fa ipotizzare collaborazioni non alla luce del sole.

Tra i carteggi messi online ci sono le istruzioni, datate 2 luglio 2012 e indirizzate alla National Intelligence and Security Services di Kartoum (Sudan), per ricevere un pagamento di 480mila euro come prima rata per un sistema di controllo da remoto. Spunta anche un contratto da un milione di dollari con l’Etiopia.

Le password incredibili La beffa è anche un’altra: alcuni dipendenti della società informatica pare usassero password normalmente sconsigliate da qualsiasi utente di buon senso, come ad esempio la banale ‘passw0rd’.

Hacking Team Hacking Team non è una società informatica come le altre. Con base a Milano, l’azienda vende programmi di sorveglianza a governi di tutto il mondo, anche in Italia, e negli anni passati era già finita sotto i riflettori per il suo coinvolgimento nel Datagate e perché citata da un rapporto della Ong Privacy International su centinaia di aziende private che vendono sistemi di intercettazione simili a quelli usati dalla Nsa. La stessa Ong l’anno scorso chiedeva conto al governo italiano di finanziamenti ad Hacking Team da parte della Regione Lombardia.

La società, infine, figura nell’elenco dei “Nemici di internet” stilato da Reporter senza frontiere. L’estate scorsa un altro “incidente”: Kaspersky Lab e Citizen Lab osservando i server di Hacking Team avevano scoperto una nuova generazione di virus informatici in grado di spiare smartphone Android e iOS. Un malware pensato per colpire attivisti, difensori dei diritti umani, ma anche giornalisti e politici. -rainews.it



   

 

 

Commenti chiusi

ImolaOggi.it
è on line dal 1997 senza sponsor, banner pubblicitari o click bait.
Da Giugno 2015, per conservare autonomia e indipendenza, c’è bisogno anche del tuo contributo.

IBAN: IT78H0760105138288212688215

Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

oppure fai una donazione con PayPal

Consigliati

Avvertimento al mondo: la follia degli USA e della NATO

Barack Obama, Anders Fogh RasmussenHerbert E. Meyer, un pazzo che per un periodo aveva  occupato il ruolo di assistente speciale del direttore della CIA durante l’amministrazione Reagan, ha scritto un articolo invitando all’assassinio del presidente russo Vladimir Putin. Se dobbiamo “farlo uscire dal Cremlino con i piedi in avanti e un foro di proiettile nella nuca, non avremmo problemi”.

Siamo in balia di criminali pronti a “schiacciarci” letteralmente per i loro interessi

merkel-draghi... ‘tu puoi mettere i tuoi piedi sul collo dei greci, se è quello che volete”. Ma dovete mandare un messaggio di rassicurazione all’Europa e al mondo che lo farete insieme e non divisi mentre date questa lezione ai greci.  Li schiacceremo’ era l’atteggiamento di tutti loro

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2016 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -