Corte dei Conti: in Sicilia voragine del debito, quasi 8 miliardi di euro

crocetta

 

Il debito pubblico della Regione siciliana, per effetto di una serie di operazioni ammonta complessivamente a 7 miliardi e 900 milioni di euro. Emerge dalla relazione del nel giudizio di parificazione della Corte dei Conti per la Regione siciliana. Al 31 dicembre 2014 il debito residuo si attestava sui 5 miliardi 508 milioni di euro.

Lo stock del debito e’ “su un livello superiore rispetto a quello del 2013 registrando un trend crescente pari al 3,05%”.
Le onerosita’della situazione debitoria e’ maggiore se si considerano le due anticipazioni di liquidita’ per complessivi 900 milioni circa concesse dal ministero dell’Economia nel 2013 e la sottoscrizione di un prestito nel 2015, autorizzato dal parlamento regionale, per un miliardo 776 milioni. .

“Una situazione di grave emergenza” dei conti pubblici regionali. E’ quanto viene segnalato nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione siciliana pronunciato dalle Sezione Riunite della Corte dei Conti per la Regione siciliana, in riferimento all’esercizio finanziario 2014. “Un progressivo deteriormento dei conti – si afferma ancora – nonche’ un durevole peggioramento della situazione finanziaria che rendono improcrastinabile l’esigenza di predisporre un concreto programma di rientro del deficit ormai strutturale e consolidato in modo da realizzare un effettivo e credibile risanamento”.

Secondo la magistratura contabile “non si e’ provveduto a dare corso alle severe scelte strategiche pianificate con il Dpef 2014-2017″. La Corte, pertanto, segnala “l’esigenza che lo stato dei conti pubblici venga sottoposto a controlli da parte del governo centrale. A tal fine e’ necessario un piano triennale di rientro per il ripristino strutturale dell’equilibrio di bilancio in un intesa tra lo Stato e la Regione”.

“La pronuncia di parifica – ha aggiunto – si sostanzia in due atti: la prima, la decisione di parifica, e’ emanata allo scopo di consentire la gestione delle risorse pubbliche. Ma affinche’ nessuno si illuda, il secondo documento risponde al ruolo ausiliare referente svolto dalla magistratura contabile per conto del governo, qui si indicano quali sono le misure che la Regione dovra’ necessariamente adottare per arrivare ad una corretta gestione dei bilanci”, ha specificato Maurizio Graffeo presidente della sezione regionale, facendo riferimento alle riserve annunciate dalla magistratura contabile sul bilancio della Regione e al nuovo ruolo di controllo affidato dopo il ridimensionamento del ruolo del Commissario dello Stato. “Anche il giudizio parificazione – ha proseguito – e’ a questo funzionale. Il rischio di rinviare sine die in Sicilia l’applicazione di controli esterni non si e’ per fortuna paventato. La Corte dei Conti non deve incontrare limiti dalle autonomie speciali”. agi



   

 

 

4 Commenti per “Corte dei Conti: in Sicilia voragine del debito, quasi 8 miliardi di euro”

  1. 8 miliardi di debito pubblico regionale siciliano sono iscritti nel bilancio dello stato e nel debito pubblico sovrano?
    No, perché il bilancio del governo italiano è falso.
    Falso come è falsa la casta politico.istituzionale che ha portato il paese reale all’autodistruzione, all’annullamento o alla fuga precipitosa all’estero.

  2. Gigi Di Stefano

    Ma perché nell’articolo non avete inserito la parte della relazione nella quale la Corte dei Conti denuncia che ogni anno lo Stato Italiano, illegalmente ogni anno sottrae svariati miliardi di euro di tasse alla Sicilia?

    La Sicilia ha 8 miliardi di buco?
    Peccato che l’Italia ne debba restituire circa 20 di miliardi alla Sicilia!

    Renzi a provato a comprarsi il presidente Crocetta facendo chiudere i contenziosi, per fortuna la Corte Costituzionale ha bocciato l’accordo!

    Cordialmente

  3. mi domando dove sono finiti quei soldi e come sempre all’italiana nessuno sa e saprà nulla e la banda dei politici continuerà a rubare senza problemi, nessuno verrà incriminato e la bella vita continuerà alle spalle degli italiani che dovranno pagare con sacrifici e tasse le malefatte di questi delinquenti, ma è mai possibile che non si vada fino in fondo, e si cerchi di prevenire questo sperpero pubblico di denaro, qualcuno sicuramente si sarà arricchito, i giudici e la legge dove sono??? E’ una vergogna, se stiamo andando in malora la causa è anche chi vota questi delinquenti

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