Pd e Sel scatenati contro il successo del Family Day

In migliaia e migliaia sono scesi in piazza San Giovanni a Roma per manifestare a favore delle famiglie tradizionali e contro le unioni civili e i la diffusione del gender nelle scuole. “Dopo il diluvio, una piazza San Giovanni meravigliosa e piena di sole! La forza della natura! #FamilyDay #stopgender #siamounmilione”. E’ cio’ che scrive su twitter Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra a proposito della manifestazione in corso a Roma sulla famiglia.

«Ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società, difendete le vostre famiglie», «Giù le mani dai nostri figli», «Dio maschio e femmine li creò», si legge negli striscioni. In piazza manifestanti da tutte le regioni d’Italia.

 

 

Il successo della manifestazione ha scatenato le ire di Sel e Pd

Scalfarotto: «Bizzarro manifestare contro i diritti»
«C’è a Roma una manifestazione contro i diritti civili, è una cosa più unica che rara che ci siano persone che manifestano contro i diritti di altre persone. Dobbiamo prendere atto che ci sono molte complessità ma il governo è molto deciso». Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme e ai rapporti con il Parlamento, a margine dell’evento di apertura del Milano Pride oggi nel padiglione degli Stati Uniti, ad Expo.

Teoria del gender, educazione sessuale a scuola, famiglie omogenitoriali: spaventa cio’ che non si conosce. Ma la famiglia e’ ovunque ci sia amore“. Cosi’ Sinistra Ecologia Liberta’ ha lanciato in queste ore sul web e sui social una campagna con cartoline #chiconoscenonhapaura, con la quale si propone di smascherare le “falsita’ di chi ha organizzato oggi il Family Day a Roma”.

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Gli organizzatori del Family Day giocano sulla paura travisando il senso dell’articolo della Buona Scuola che recita: “Il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunita’ promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parita’ di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche come previsto anche dall’articolo 5, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 199 in materia di Piano di azione straordinario contro la violenza”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Micaela Campana, responsabile Welfare e diritti del Pd, e Alessia Rotta, responsabile Comunicazione del Pd. “Chi oggi utilizza queste parole per diffondere teorie inesistenti e giocare sui timori delle persone abusando della loro buona fede sta compiendo un’operazione scorretta. Si sta usando questo articolo della buona scuola per gridare all’emergenza educativa quando esso e’ chiarissimo nella sua formulazione, solo per boicottare altri percorsi legislativi in atto come quello che prevede l’introduzione delle unioni civili in Italia”, spiegano le parlamentari Pd: “E’ una pratica scorretta perche’ prima di tutto usa i minori a cui e’ destinata la norma della buona scuola per sensibilizzare gli adulti ad altri messaggi. Si tratta di una metodologia che boicotta un piano educativo volto al contrasto della violenza giovanile come il bullismo, alla prevenzione della violenza di genere compresa quella degli uomini sulle donne e a tutte le forme di razzismo e discriminazione”, concludono. (AGI) .



   

 

 

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