Ilva: la Procura sequestra l’altoforno 2, lavoratori a rischio

Giornata difficile e tesa per l’Ilva di Taranto che stamattina e’ chiamata a pianificare le manovre di fermata dell’altoforno 2, dopo il sequestro ordinato ieri dalla Procura di Taranto a seguito dell’incidente mortale della settimana scorsa, ma anche a decidere se rimanere un attivita’ con un solo altoforno, il 4, oppure fermarlo perche’ con un solo impianto il siderurgico non puo’ lavorare, ne’ garantire sicurezza all’area di fusione.

Dopo aver incontrato ieri sera i sindacati per un primo punto di situazione, l’Ilva ha dato appuntamento oggi alle 11 alle organizzazioni dei metalmeccanici per comunicare le sue decisioni. Il sequestro della Procura e’ stato notificato ieri sera all’Ilva dai carabinieri e dallo Spesal dell’Asl di Taranto. “C’e’ molta preoccupazione in fabbrica perche’ il momento e’ delicatissimo. Sia per gli aspetti di sicurezza, che di tenuta del siderurgico”.

Cosi’ Vincenzo Castronuovo, della Fim Cisl di Taranto, sintetizza il pensiero dei sindacati metalmeccanici a poche ore dal sequestro dell’altoforno 2 ordinato dalla Procura. “Ieri sera – afferma Castronuovo – l’Ilva ci ha detto di non essere in grado, a caldo, di fare alcuna valutazione e di aver bisogno di alcune ore per decidere. E’ chiaro che, di fronte al provvedimento della Magistratura, l’altoforno 2 dovra’ essere immediatamente fermato e questo avra’ ripercussioni su altri impianti collegati: agglomerato, cokerie, colate continue. Non e’ affatto da escludere un aumento dei numero dei lavoratori che saranno posti in contratto di solidarieta’ perche’, a seguito del fermo dell’altoforno 2, si renderanno inattivi.

Attualmente – dice ancora Castronuovo – all’Ilva sono in solidarieta’ circa 3mila unita’ su un tetto di 4074 previste dall’intesa, ma i 3mila rischiano senz’altro di aumentare. Poi, se l’Ilva decidera’ di bloccare anche l’altoforno 4 perche’ con un solo impianto ritiene di non poter reggere e andare avanti, e’ chiaro che la situazione si complichera’. Attendiamo di sapere”.

C’e’ il rischio che incidenti e reati si ripetano: questa la decisione che ha portato la Procura a sequestrare l’altoforno 2 dopo la morte del 35enne Alessandro Morricella, 35enne di Martina Franca (Taranto), avvenuta la scorsa settimana e di cui ieri pomeriggio si sono celebrati i funerali. Il lavoratore, sulla cui morte la procura ha aperto un’inchiesta, nel tardo pomeriggio dell’8 giugno, intento a prelevare la ghisa dall’altoforno 2 per un controllo di temperatura sarebbe stato investito da una fiammata mista a ghisa incadescente. L’uomo riporto’ ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo ed e’ morto venerdi’ pomeriggio della scorsa settimana nella rianimazione del Policlinico di Bari dove era stato ricoverato gia’ nella serata dell’8 giugno a causa delle sue condizioni disperate.

La Procura, che ha nominato custode giudiziario del sequestro dell’afo 2 Barbara Valenzano, gia’ custode giudiziario dell’area a caldo dell’Ilva da luglio 2012, ritiene che non essendo stata ancora fatta luce sulla morte di Morricella, non essendo ancora state adottate le norme di salvaguardia e di sicurezza ed essendoci stati, dopo l’8 giugno, altri episodi nello stesso impianto sia pure di gravita’ minore, tenere ancora in funzione e nella “libera disponibilita’” dell’Ilva l’altoforno 2, costituisca un grosso rischio. Di qui il sequestro urgente con fermata immediata anche se la complessita’ tecnica dell’altoforno richiedera’ comunque all’Ilva alcuni giorni per spegnere l’impianto. agi



   

 

 

1 Commento per “Ilva: la Procura sequestra l’altoforno 2, lavoratori a rischio”

  1. Ormai il nome Ilva e’ diventato sinonimo di morte, menzogne e distruzione ambientale, credo che intorno allo stabilimento si sia sviluppato un campo di energia negativa talmente potente, che per sanarlo oltre a svariati miliardi di euro servirebbero anche degli esorcisti; troppe morti violente, troppe anime che gridano giustizia, senza dimenticare la base Nato confinante, anch’essa foriera di morte e distruzione

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