Ditelo ai partigiani!

Ditelo ai partigiani! Ditelo ai partigiani che a Firenze per onorare il 70° anniversario della Liberazione continua la mostra “Firenze in Guerra” a Palazzo Medici Riccardi. Ditelo a chi è morto credendo in un ideale di democrazia che a Firenze la mostra che dovrebbe testimoniare le sofferenze dei fiorentini e le distruzioni portate dalla guerra è allestita in due piccole sale al piano terra di Palazzo Medici Riccardi.

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I pochi fondi a disposizione hanno permesso un allestimento pietoso nonostante l’impegno e la preparazione dei curatori. Qualche asse di legno mal fissata alle pareti su cui sono state incollate le fotografie di Firenze negli anni del regime fascista e della guerra.

L’illuminazione insufficiente non permette di vedere le fotografie incollate l’una a ridosso dell’altra per mancanza di spazio; le sagome di personaggi a grandezza naturale poste nella seconda sala impediscono la già difficile visione delle fotografie creando un’impressione di sovraffollamento e confusione prospettica. Un allestimento non degno di una città come Firenze, medaglia d’oro per la Resistenza. Un allestimento che non può essere quello di un Paese che intenda veramente ricordare cosa è stata la guerra, di un Paese che voglia insegnare ai suoi cittadini quali siano stati i meccanismi di convincimento dell’opinione pubblica che hanno consentito ad un regime dittatoriale di emanare leggi razziali, perseguitare chi dissentiva e invadere paesi stranieri per sottometterli e sfruttarli.

A Firenze l’inossidabile Partito Democratico si è accaparrato la memoria storica della Resistenza e il suo valore testimoniale per le generazioni future, se questo è il modo con cui intende onorare quei valori dite ai vecchi e nuovi “partigiani” di riprendersi ciò che è loro perché è caduto nelle mani sbagliate.

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Questo e il precedente governo si nascondono dietro alla solita lamentela che non ci sono i fondi, ma perché chi comanda non si impegna ma in una seria lotta all’evasione e alla corruzione? I soldi ci sono e lo dimostrano i ripetitivi scandali sulle ruberie organizzate tra cooperative, politica e mafia. Un tesoro enorme che viene depredato da “professionisti del malaffare” per essere spartito fra pochi eletti. I soldi ci sono per costruire grandi opere inutili, ci sono per spianare colate di cemento distruggendo terreni fertili, avvelenando l’ambiente con inceneritori e aeroporti, perché non ci sono per curare il patrimonio storico-artistico? Perché le istituzioni culturali più prestigiose (vedi a titolo di esempio la Biblioteca Nazionale, l’Archivio di Stato, l’opificio delle Pietre Dure, l’Accademia della Crusca e molti altri) devono sopravvivere con qualche elemosina nonostante Firenze sia invasa dal turismo di massa?

A settant’anni di distanza dalla Liberazione il museo storico della Resistenza e le sue mostre attendono ancora una collocazione adeguata. I soldi ci sono e noi tutti dobbiamo pretendere rispetto e cura per la nostra Storia e le nostre Memorie.

Silvia Noferi (M5S – Firenze)

E non ultimo, a proposito di Memoria [...] “perdio! Mi arrabbio, sì, mi arrabbio. Perché è da mezzo secolo che i comunisti tentano di procurarsi l’esclusiva della Resistenza, far credere che l’hanno fatta loro e basta. Quando la si celebra nelle piazze si permettono addirittura di cacciare chi non sventola la bandiera rossa.” (Oriana Fallaci)



   

 

 

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