Sfregio al Parlamento e danni alle imprese: Gentiloni proroga le sanzioni alla Russia

GENTILONI SCONFESSI DECISIONE UE CHE PROROGA SANZIONI A RUSSIA

di Renato Brunetta

Apprendiamo con assoluto sconcerto la decisione presa dagli ambasciatori dei 28 Paesi dell’Unione europea, riuniti nel Coreper, di prorogare le sanzioni contro la Federazione Russa di ulteriori sei mesi, e cioè fino al 31 gennaio 2016. La scelta, in questo momento di particolare tensione anche militare tra Nato e Russia, è scriteriata ed obbedisce ad una logica di escalation che non giova certo alla pace e alla giustizia in Ucraina e alla implementazione degli accordi di Minsk.

La nostra forte e indignata protesta è contro il governo italiano, che sulla questione non ha voluto ascoltare in tempo utile il Parlamento, nonostante le nostre pressanti richieste, per determinare la posizione del nostro Paese. Che mandato ha ricevuto l’ambasciatore Stefano Sannino dal ministro degli Esteri Gentiloni? Di certo, qualunque sia stato il voto dell’Italia nella sede del Coreper, la posizione del nostro governo non è stata assunta sulla base di alcuna deliberazione del Parlamento, dove è in attesa di discussione una mozione di Forza Italia avversa alle sanzioni contro la Federazione Russa.

Tutto questo si è verificato in patente violazione del dispositivo della risoluzione votata alla Camera il 22 aprile, che imponeva al governo di convocare il ‘tavolo della coesione nazionale’ per le crisi internazionali.

Riteniamo questi fatti uno sfregio gravissimo al Parlamento e un danno grave alle imprese italiane che, dal settore agro-alimentare all’hi-tech, perdono ogni giorno 8 milioni di euro a causa delle sanzioni.

Invitiamo il ministro Gentiloni a non conformarsi al parere del Coreper, opponendosi alla formalizzazione della decisione odierna. Questo in attesa e per rispetto del dibattito che, in vista del Consiglio europeo del 25-26 giugno, la Camera affronterà mercoledì prossimo sul tema, che ha implicanze evidenti per le azioni di contrasto al terrorismo e dunque al traffico di essere umani.

Renato Brunetta



   

 

 

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