USA: detenuto liberato dopo 43 anni di isolamento, era innocente

Dopo 43 anni passati in isolamento, un giudice federale americano ha ordinato la scarcerazione di Albert Woodfox, 68 anni, l’ultimo ancora dietro le sbarre degli “Angola 3″, come vennero chiamati tre detenuti accusati della morte di una guardia carceraria nel 1972. Il giudice federale James Brady ha ordinato il rilascio incondizionato di Woodfox e ha vietato ogni ulteriore procedimento nei suoi confronti per omicidio, citando “prove a sostegno dell’innocenza” dell’uomo.

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Lo scorso novembre, la Corte di appello aveva ordinato la scarcerazione, ma la decisione era stata poi annullata a livello statale. Woodfox ha sostenuto a lungo la propria innocenza, citando un testimone, il riesame delle prove raccolte sul luogo del delitto che lo scagionavano e il test poligrafico che confermava la sincerità delle sue dichiarazioni.

Il giudice ha indicato cinque “circostanze eccezionali” per il rilascio immediato e incondizionato di Woodfox, ossia l’età, le cattive condizioni di salute, “la mancanza di fiducia nelle capacità dello Stato di garantire un giusto processo”, il danno fatto all’uomo con oltre 40 anni di isolamento, e infine il fatto che Woodfox è già stato processato due volte per un crimine avvenuto oltre 40 anni fa.

Uno dei tre, Herman Wallace, è stato rilasciato nel 2013 ed è morto un anno dopo, mentre il terzo, Robert Hillary King, era stato rilasciato nel 2001. Membri delle Black Panthers, Woodfox e Wallace erano stati condannati per l’omicio del 23enne Brent Miller, morto nel 1972 nel penitenziario della Louisiana, conosciuto come la prigione di Angola, mentre contro King non sono mai state rivolte accuse formali. askanews



   

 

 

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