Putin: non è colpa della Russia se i rapporti con la UE sono peggiorati

“Non è stata colpa della Federazione Russa se i rapporti con i Paesi dell’Unione Europea si sono deteriorati. Non siamo stati noi a introdurre certe limitazioni nel commercio e nell’attività economica. E’ stato fatto contro di noi e siamo stati costretti ad adottare contromisure”.

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Così il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista al Corriere della Sera. “Abbiamo sempre proposto rapporti seri – ha aggiunto -. Ma oggi ho l’impressione che sia l’Europa a cercare di costruire con noi rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore”. A

proposito della situazione ucraina, continua il presidente russo, “considero il documento concordato a Minsk, il cosiddetto Minsk 2, l’unica via per la risoluzione del problema. Non l’avremmo mai concordato se non lo considerassimo corretto, giusto, equo. Noi facciamo e continueremo a fare tutto quanto dipende da noi per influenzare le autorità delle Repubbliche autoproclamate di Donetsk e di Lugansk. Ma non tutto dipende da noi. Oggi i nostri partner, sia in Europa sia negli Stati Uniti, devono esercitare un’adeguata influenza sulle autorità di Kiev perché facciano ciò che è stato concordato a Minsk”.

“RUSSIA NON HA POLITICA AGGRESSIVA”. “Le spese militari degli Stati Uniti sono superiori alle spese militari di tutti i Paesi del mondo messi insieme. Quelle della Nato sono 10 volte superiuori a quelle della Federazione russa. La Russia praticamente non ha più basi militari all’estero. La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo”, rimarca Putin, “tutto quello che facciamo è rispondere alle minacce nei nostri confronti. E lo facciamo in misura limitata, ma tale da garantire la sicurezza della Russia”.

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Spese militari USA e del resto del mondo

“Vicino alle coste della Norvegia – prosegue il presidente russo – ci sono i sommergibili americani in servizio permanente. Il tempo che ci mette un missile a raggiungere Mosca da questi sottomarini è di 17 minuti”. “Un tempo – continua -avevo proposto ai nostri partner americani di costruirlo insieme in tre il sistema di difesa anti-missile: Russia, Stati Uniti, Europa. La proposta è stata rifiutata. Allora ci siamo detti, questo è un sistema costoso e ancora non ne conosciamo l’efficacia. Ma per garantire l’equilibrio strategico, svilupperemo il nostro potenziale offensivo e penseremo a sistemi in grado di superare la difesa antimissilistica”.



   

 

 

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