Bologna: 2 iraniani ai vertici di un traffico internazionale di oppio

Vivevano a Bologna, dove erano soci di una copisteria in pieno centro, zona universitaria, i due iraniani ritenuti dagli inquirenti i vertici dell’organizzazione di connazionali dedita al traffico internazionale di oppio grezzo – droga affatto leggera, ‘base’ dell’eroina, nuova per l’Italia ma molto usata nei paesi asiatici di provenienza, noti per le fumerie di oppio, e dalle comunita’iraniane locali – che ha gia’ incontrato anche il gusto di una vasta clientela nazionale, in particolare giovani.

Quattordici le nuove ordinanze di custodia cautelare, di cui 6 gia’ eseguite nelle ultime ore dalla Squadra Mobile di Bologna, emesse nell’ambito dell’operazione ‘Darvish 2012′, primo caso in Italia in cui per cui questo tipo di droga viene riconosciuta l’associazione a delinquere, finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

Tra i destinatari del provvedimento, firmato dal gip di Bologna Andrea Scarpa, 4 camionisti e i due responsabili dell’organizzazione, uno dei quali si trovava gia’ in carcere. L’oppio grezzo, nascosto in pani a forma di salame nei longheroni laterali di autocarri, arrivava in Italia, direttamente a Bologna, da Theran, via Turchia, attraverso i Balcani: dal capoluogo emiliano poi prendeva varie rotte, vero Roma, Venezia, Genova, e attraverso Milano arrivava anche in Svizzera.

“L’oppio e’ l’origine dell’eroina – ha spiegato Lorenzo Bucossi, dirigente della Squadra Mobile di Bologna – sia di quella che viene chiamata Brown Sugar che dell’eroina bianca: gli effetti tendenzialmente sono gli stessi, ma e’ una diversa modalita’ di raffinazione e anche una diversa modalita’ di assunzione, perche’ viene tendenzialmente fumato”.

Le indagini hanno preso il via nel giugno del 2012, con il primo arresto di un iraniano andato a ritirare in un ufficio postale di Bologna un pacco proveniente dall’Iran, con dentro 1,5 di oppio grezzo. In totale, l’operazione “Darvish 2012” ha portato al sequestro di oltre 93 chili di oppio grezzo – valore sul mercato quantificato in oltre 2 milioni di euro – 500 grammi di metanfetamina e 100 mila euro in contanti: alle 14 ordinanze di custodia cautelare scattate nelle ultime ore, si aggiungono altri 17 arresti in flagranza durante le indagini.

‘Bloccato’ di fatto il canale dello spaccio. Il piu’ grosso quantitativo di droga – 80 kg – fu intercettato nel marzo 2013 nell’interland milanese, a cui seguirono in ottobre dello stesso anno altri 8,5 kg di droga sequestrati nell’area Cantagallo dell’Autosole, nei pressi di Sasso Marconi. (AGI)



   

 

 

1 Commento per “Bologna: 2 iraniani ai vertici di un traffico internazionale di oppio”

  1. E va bene che cosa c’è di male sicuramente qualcuno dirà e poveretti, meglio che mi taccio va che questo paese sta diventando una latrina.

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