Prodi afferma «Europa a rischio disgregazione»: ma dove è stato in questi anni?

Il rischio di un altro professore (Prodi) a capo del Governo

 

prodi-merkel

di Mitt Dolcino

A leggere certe cose mi viene da dire, certe cose mi mandano in bestia! Fino a dover fare un commento volante in zona cesarini: Prodi afferma sul Corriere di oggi quanto riportato nel titolo, quasi sembrando di accusare l’EU per le proprie scellerate politiche [vedremo dopo che è precisamente il contrario]: ma dove era Prodi negli scorsi anni? E costui non ricorda che è proprio lui il principale artefice di questo scempio euroimposto, memento i suoi ruoli a cavallo del millennio in Italia ed in Europa [parlo in modo cartesiano, causa-effetto, …]?

Inoltre, fu proprio Prodi a (s)vendere gli assets di Stato a fine dello scorso millennio, tanto per chiarire da dove molto probabilmente parte il disagio manifatturiero ed occupazionale attuale del Paese…. E questo personaggio – incredibile – ambiva anche a diventare presidente della Repubblica Italiana solo un paio di anni fa, per una volta la nostra classe politica ci ha visto giusto a farlo fuori dai giochi, mia opinione….

Si, perchè sta nei fatti che quest’Europa che non funziona lato italiano ha innegabilmente la faccia di Prodi stampigliata in fronte anche e soprattutto alla luce dei suoi trascorsi. Ed infatti, da buon “sodale”, il Professore [si, professore anche lui come Monti] si affretta a completare l’epitaffio dicendo che “…Non c’è politica alternativa a quella tedesca…”, tanto per chiarire dove stia il suo cuore. Si, siamo sempre allo stesso punto, probabilmente oggi Romano Prodi ha capito quanto sta iniziando ad emergere nel panorama politico italiano ossia a livello governativo nazionale, leggasi che anche Renzi si sta piano piano convincendo che a continuare con il rigore oltre a fare male al Paese si farà male anche lui, dunque cercando piano piano di cambiare rotta (è molto furbo il ragazzo…).

Ed ecco quindi arrivare “il nuovo”, il sostituto “in pectore” di Renzi, quello che dovrebbe continuare le scellereate politiche di austerità euroimpoista ma alzando il livello della presa per i fondelli agli italiani, ossia partendo da una critica di facciata alla Germania con il solo scopo nemmeno troppo nascosto di essere credibile per la plebe italica pur dopo le sue gesta passate da euroburocrate ipereuropeista, il professore bolognese chiaramente sta cercando – se non lo ha già trovato – il supporto tedesco per scalzare colui che agli occhi europei rischia di aver esaurito il proprio ruolo (appunto, Renzi…).

Azzardo una ipotesi: Renzi oggi sta sempre più chiaramente mettendosi di traverso nella vendita ad esempio degli assets industriali nazionali, almeno questo è evidente, ed invece qualcuno a Berlino ha fretta soprattutto con il fine di trovare una soluzione per il ginepraio dell’energia tedesco in cui le due aziende nazionali sono una quasi morta e l’altra sta malissimo (parole non mie ma dell’ex AD di EDF, H. Proglio, FT, fine dell’anno scorso). Ed a maggior ragione con i venti di disgregazione dell’euro fomentati dagli UK che di fatto sono stati esclusi dalla gestione franco tedesca dell’Europa – le forze erosive più convincenti per il progetto europeo arriviano e soprattutto arriveranno proprio dalla perfida Albione, il prossimo alleato in pectore dell’Italia, un po’ come dopo Dunqirq -.

Ergo, attenzione ai segnali deboli, con queste uscite sui media si desume che oggi Prodi si sta candidando alla sostituzione di Renzi, un altro professore al governo (per favore, no….). E leggendo bene l’articolo del Corriere ritengo che costui dovrebbe completare quello che Renzi si sta piano piano rifiutando di fare, probabilmente l’ultimo miglio nella perdita di sovranità, essendo ben conscio l’ex sindaco fiorentino che da dopo novembre 2016 il progetto europeo come lo conosciamo oggi rischia di non essere più praticabile…

E’ un paese inaccettabile quello che non riconosce atteggiamenti corrosivi ed anche distruttivi da parte di soggetti appartenenti alla propria stessa stirpe. Oggi il mantra è fare finta di andare contro la Germania, con in realtà il fine di farsi aiutare a prendere il potere, mettendosi poi a disposizione (…). Così almeno è come la vedo io, questo è quanto desumo leggendo il pezzo del Corriere*. Stessa storia, sempre la stessa storia, fin dai tempi di Bruto…

da scenari economici



   

 

 

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