Disperato minaccia una tragedia familiare: “Lo Stato non può abbandonarci cosi”

disperato

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissima redazione di IMOLAOGGI. Sicuramente conoscete la mia vicenda e chiedo sin da subito scusa per il fastidio e per il modo un po grossolano di scrittura ma il mio stato di agitazione e le limitate capacità oratorie non mi permettono di fare tanto..

Veniamo al dunque io sono sposato e ho 2 bimbi di 10 e 3 anni, e vivo da quando sono sposato in un piccolo e modesto appartamento ereditato da mio padre, e già questo è un miracolo visto il periodo nerissimo che sto vivendo da disoccupato e da vessato da Equitalia. In questo stabile, vecchio e fatiscente, ci sono altri 2 appartamenti di parenti di mio padre, abbandonati da un ventennio perché i vari eredi non riuscivano a trovare un accordo, questo fino ad agosto 2014 quando hanno rilevato tutto 2 fratelli. Da quel momento sono iniziati i miei problemi, infatti nel novembre 2014 vedendo scaricare una marea di letti vengo a conoscenza che in questi 2 appartamenti hanno realizzato un centro di prima accoglienza che doveva ospitare 50 persone.

Preso dalla disperazione inizio a chiedere ovunque e chiunque (politici locali-polizia municipale-carabinieri – polizia-avvocati) ma nessuno sa dirmi niente e nessuno mi da possibilità di risoluzione. Arriviamo al 7 dic 2014 quando per puro caso vengo a sapere che gli ospiti erano in viaggio e avrebbero occupato casa da li a qualche ora. Preso dal panico provo ad avviare qualche forma di protesta ma tutto risulta vano fin quando verso le 18, all’arrivo dell’autobus con gli emigranti che iniziano ad entrare, mi cospargo di benzina e tento di darmi fuoco, e solo la prontezza di mia moglie e degli agenti di polizia si è evitato il peggio. A quel punto io vengo denunciato e il vice-questore ordina lo sgombero del centro (grande vittoria apparente).

Da quel giorno i miei bimbi sono rimasti traumatizzati, non riusciamo più a dormire serenamente e vengo continuamente minacciato di morte, e deriso dai vicini. Tutto questo però non mi importava perché pensavo di aver vinto una grande guerra, ed invece non è cosi perché queste persone hanno un’altra volta rimesso in moto la macchina e sembra che a brevissimo entrino e attivano il centro di accoglienza (per la cronaca sempre la stessa cooperativa ha aperto un altro centro a 500 m da me e 200 m dal comune e le persone intorno sono esasperate), e proprio stamane un ragazzo che abita nello stabile adiacente al centro creato qui a Cardito ha tentato il suicidio ingerendo candeggina (adesso e’ in prognosi riservata).

Bene io voglio solo informare tutti i mass-media che se riusciranno a far entrare un solo emigrante e attivano il centro di prima accoglienza io farò qualcosa di estremo a me e alla mia famiglia. Lo Stato non può abbandonarci cosi per far arricchire delle persone senza scrupoli.

LETTERA FIRMATA



   

 

 

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