Congo: 23 persone massacrate a colpi di machete da islamisti ugandesi

 

Un funzionario amministrativo della Repubblica democratica del Congo (Rdc), Amisi Kalonda, ha denunciato un massacro compiuto nella notte in alcuni villaggi nell’est dal Paese da gruppi di ribelli, con un bilancio di almeno 23 morti.

Secondo le stesse fonti il massacro è stato attribuito ai ribelli ugandesi delle Forze Democratiche Alleate (Adf) che armati di machete e asce hanno compiuto la carneficina. La zona non è distante dalla città di Beni, già teatro in passato di altre stragi.  ANSA

Presenti nella zona est della Repubblica democratica del Congo dal 1995, i ribelli islamisti ugandesi si rifugiano sulle montagne Ruwenzori, al confine tra Congo e Uganda.

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Secondo l’intelligence inglese e in base a un rapporto compilato da esperti delle Nazioni Unite, ci sarebbe una Ong turca dietro al finanziamento del Allied Democratic Forces (ADF) che ha come scopo principale quello di trasformare l’Uganda in uno stato islamico.

Nel rapporto preliminare degli esperti delle Nazioni Unite sia afferma anche che il gruppo terrorista ha creato diversi campi di addestramento in Congo dove i miliziani vengono addestrati alla guerriglia urbana da addestratori marocchini, somali, afghani e turchi. I terroristi  sono resi responsabili di diversi attacchi che hanno provocato molte vittime sia tra i militari che tra i civili costringendo migliaia di congolesi ad abbandonare la propria terra e a dirigersi nelle zone protette dai caschi blu dell’Onu.



   

 

 

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