Controversie tra investitori stranieri e Stati nel quadro dell’accordo TTIP

 

Il 6 maggio, i deputati della commissione per il Commercio internazionale del PE e il Commissario Cecilia Malmström hanno discusso le nuove proposte su come risolvere le controversie tra investitori stranieri e Stati nel quadro dell’accordo TTIP tra UE e USA. Guarda il nostro Storify per sapere cosa è stato detto durante l’incontro. Lo riporta il sito del Parlamento europeo

Le trattative sul TTIP tra l’UE e gli Stati Uniti dovrebbero creare la più grande zona di libero scambio al mondo e ci sono preoccupazioni circa le conseguenze che l’accordo potrebbe  avere.

Alcuni problemi devono ancora essere risolti. Come garantire la protezione degli investitori? In particolare la clausola cosiddetta di conciliazione tra Stato e investitori (ISDS).

Il Commissario Malmström ha indicato che mentre la Commissione ha accolto molte delle proposte avanzate dai deputati, non poteva essere d’accordo con “l’idea di cancellare l’ISDS dal TTIP”. Ha aggiunto: “Vogliamo un sistema più efficace, più sistematico e, in’ultima analisi, più sensibile alle preoccupazioni dei cittadini europei”.

Abbiamo bisogno di assicurarci che il tribunale sia un impegno chiaro e non solo parte un piano per il futuro. La Commissione deve tener conto di questa e delle altre richieste che abbiamo stabilito, se vogliamo raggiungere l’accordo all’interno del Parlamento europeo” ha aggiunto il presidente della commissione Bernd Lange (S&D, Germania).

Il presidente della commissione Bernd Lange ha indicato le proposte del Commissario per creare un tribunale internazionale permanente come “un passo nella giusta direzione, ma non è ancora abbastanza per ristabilire fiducia dei cittadini”.

“In linea di principio sono a favore di un sistema di arbitrato, ma non può essere il sistema che conosciamo dai trattati esistenti” ha indicato il deputato tedesco Godelieve Quisthoudt-Rowohl (PPE)

La Commissione europea sta negoziando il TTIP con gli Stati Uniti dal luglio 2013. Una volta che l’accordo sarà finalizzato, dovrà essere approvato dal Parlamento. Senza il suo consenso, l’accordo non potrà entrare in vigore.



   

 

 

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