Bastavano venti franchi tiratori

 

di Livio Caputo

Non riesco a togliermi dalla testa l’immagine della signora Sforza, madre e nonna, che durante le devastazioni del 1 maggio ha incitatato dal balcone della sua casa gli agenti a “sparare alla testa” dei black bloc e quando, minacciata da uno dei manifestanti che l’avevano avvistata dalla strada, gli ha risposto: “Se hai coraggio, vieni da solo e allora scendo anch’io”. In seguito, ha ritenuto opportuno di fare una mezza ritrattazione, concordando con le forze dell’ordine per avere evitato lo scontro. Ma sono convinto che, in quel momento, milioni di cittadini italiani, assistendo in TV allo scempio di Milano, devono avere reagito come lei.

Avere evitato di versare del sangue, di avere sulle braccia un altro G8 proprio il giorno della inaugurazione dell’Expo, è stato senz’altro una buona cosa; ma lo spettacolo degli agenti che, a questo scopo, si limitavano a osservare mentre i criminali in nero spaccavano vetrine, bruciavano auto, tiravano loro addosso sassi, molotov e bombe carte e cercavano pure di accoppare un vice-commissario a bastonate è stato veramente deprimente. Lo Stato è diventato imbelle contro certe frange di “antagonisti”, la magistratura si rifiuta addirittura di convalidare gli arresti preventivi tentati per limitare i danni, e il cittadino si sente indifeso non solo contro questo tipo, ma anche contro molti altri tipi di delinquenza.

Mi è allora venuto in mente che cosa, a mio avviso, sarebbe stato possibile fare per evitare che i black bloc compissero lo scempio che hanno compiuto. Sparargli alla testa, sono d’accordo, non era una buona idea: i morti, quando è possibile, è meglio evitarli anche in circostanze eccezionali come questa. Ma se le forze dell’ordine avessero appostato, sui balconi o sui tetti delle strade in pericolo una ventina di FRANCHI TIRATORI, di quelli che centrano un bersaglio anche a 500 metri di distanza (“celebrati” anche da un recente film americano) e avessero dato loro disposizione di sparare alle GINOCCHIA o ai PIEDI dei più esagitati mentre compivano i loro misfatti, si sarebbero potute evitare le distruzioni cui abbiamo dovuto assistere senza scatenare la guerra. Sono cioè convinto che, dopo due o tre centri, gli altri rivoltosi si sarebbero affrettati a battere in ritirata, e non avendo neppure il tempo di liberarsi del loro armamentario dietro una cortina fumogena, avrebbero potuto essere in buona parte arrestati.

Si dirà: è facile ragionare con il senno di poi, meglio accontentarsi dei risultati ottenuti. Tuttavia, io penso che la tattica adottata, tutta rivolta a evitare gli scontri, sia stata troppo morbida, abbia dato un eccessivo segno di debolezza. E la tecnica dei franchi tiratori non è certo una mia scoperta. Viene adottata regolarmente, come risulta anche da innumerevoli film, ogni qualvolta bisogna proteggere un corteo con capi di stato o di governo ed è perciò anche, per così dire, stracollaudata. Una messa dozzina di ginocchia fratturate non facevano certo un G8, avrebbero raccolto i consenso di buona parte della pubblica opinione, avrebbero evitato decine di milioni di danni e anche una mediocre figura.

Livio Caputo blog il giornale



   

 

 

2 Commenti per “Bastavano venti franchi tiratori”

  1. Non vi preoccupate . abbiamo un Ministro che hai fini “cautelare” in tutto quello che puà essere fatto; HA FATTO, – chi ha dato “sfogo” con verbi dei fatti criminali – !!! -

  2. Non c’è bisogno di cecchini, basterebbe usare taser e proiettili narcotizzanti invece di proiettili comuni.
    Il problema è che i Black Bloc sono AGENTI INTERPOL e che quindi legnate non ne devono prendere, mentre insegnanti e studenti che manifestano senza rompere nulla, quelli sì, di legnate ne prendono.
    Questo piccolo dettaglio lei non l’ha notato, Mr. Caputo?

Commenti chiusi

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