Dopo l’Europa, il TTIP crea le prime frizioni politiche anche a Washington

Le bugie di Kerry sul TTIP

 

Dopo le proteste della società civile in Europa, il TTIP, il Trattato per il Libero Scambio tra Stati Uniti ed Europa crea le prime frizioni politiche a Washington. L’Amministrazione Obama è impegnata in questi mesi in diversi negoziati su accordi di libero scambio, non solo con l’Ue, ma anche con alcuni Paesi del Pacifico.Testi, complessi, sui il Presidente vorrebbe poter avere mano libera. D’accordo la maggioranza Repubblicana del Congresso. Ma anche John Kerry che ritiene soprattutto gli accordi commerciali con il Pacifico importanti per risolvere alcune questioni fondamentali. “Guardando al futuro, grazie a questi accordi rafforerzemo lo sforzo comune nella lotta contro gli estremismi, supporteremo la sovranità ucraina e lavoreremo alla sicurezza energetica” ha affermato Kerry “E’ un testo che ci aiuterà ad affrontare i principali problemi del mondo, come la proliferazione nucleare e i cambiamenti climatici”.

Ma alcuni analisti avvisano: difficile conciliare i tecnicismi di cui un testo come Il TTIP è pieno con i grandi problemi del mondo. “Mentre affermiamo che si tratta di un accordo che avrà grandi benefici strategici perdiamo tempo a discutere di polli al cloro” ammette un analista del German Marshall Fund “E questo non coincide con gli interessi delle persone che assistono ai negoziati”.

Obama deve, però, scontrarsi con il proprio partito, scettico su alcune modifiche, come rafforzare l’autorità del Presidente nei negoziati con Paesi terzi.



   

 

 

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