Udine: “nuovo italiano” prende la prof a calci e pugni in classe

 
Un ragazzino abitudinariamente indisciplinato, uno di quelli che la furia xenofila definisce “nuovi italiani” e per cui si vorrebbe lo ius soli appena nati, ha reagito in maniera oltremodo violenta davanti ad un rimprovero più fermo della professoressa che è stata aggredita e colpita con calci e pugni.

Il grave episodio si è verificato in una scuola media della provincia di Udine. Protagonista un ragazzino di origini straniere che frequenta l’istituto, di cui non sono tate fornite indicazioni anagrafiche per proteggere la privacy del minore.

La scena si è verificata sotto gli occhi sbigottiti e impauriti dei compagni di classe, che hanno comunque cercato di difendere l’insegnante dalla furia del compagno, mentre lei era a terra e tentava di coprire il volto con le braccia per attutire i colpi.

La prof ha dovuto farsi medicare al pronto soccorso e per il ragazzino si prospetta una sospensione.



   

 

 

5 Commenti per “Udine: “nuovo italiano” prende la prof a calci e pugni in classe”

  1. e se l’avesse uccisa ? Una brutta nota nel registro di classe ? Un 7 in condotta ?

  2. Il piccolo animale dovrebbe essere rispedito con la sua famiglia da dove arriva; 4 calci in culo due schiaffi e via….fuori dai coglioni è ora di ricominciare ad educare i figli !!!

  3. Piacentini Maria

    Non la sospensione, ma l’espulsione immediata e perpetua dalle nostre scuole. Anche i ragazzini sanno che in Italia, gli stranieri di un certo settore, possono fare di tutto, rimanendo impuniti. E’ ora di riprendere la nostra sovranità , punire severamente chi delinque , applicando la legge della certezza delle pene e della durata stabilita. Ora anche gli insegnanti, nell’esercizio della loro professione educativa, dovranno munirsi di sistemi di autodifesa ? E’ sconcertante, anche per il silenzio e l’inerzia dei nostri politici !

  4. Claudio Franza

    Condanna esemplare senza se e senza ma. Se non c’è certezza della pena verremo allagati da atti del genere.

  5. Finché la gente lotta con un semplice mi piace su Facebook non si risolve niente, qui bisognerebbe prendere le mazze e scendere in piazza.
    povere nonni morti per niente loro credevano di salvare la nostra “italia”.

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