Legge elettorale, Boschi: le opposizioni non conoscono la democrazia

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Le opposizioni “credo che in realtà abbiano poca dimestichezza con le regole della democrazia”. Lo dice il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, commentando la scelta delle minoranze di lasciare i lavori della commissione Affari costituzionali della Camera, impegnata nell’esame dell’Italicum. “Il confronto in commissione -aggiunge l’esponente dell’esecutivo- c’è stato per 13 mesi tra i due rami del Parlamento e anche in questa fase con le audizioni e proseguirà con chi resterà in commissione. In questi 13 mesi il governo ha dimostrato di accogliere molte proposte di modifica arrivate dai Gruppi parlamentari per di più su un testo di legge che non è del governo ma è parlamentare, a cui stiamo lavorando insieme”.”I Gruppi in commissione rispecchiano i numeri dell’Aula e quindi il voto dei cittadini. E’ naturale che su questo provvedimento come sugli altri ci si confronti ma poi si decida votando e quindi la maggioranza respinge gli emendamenti che non condivide dell’opposizione. Per cui non capisco l’atteggiamento delle opposizioni che abbandonano i lavori: la maggioranza sceglie la propria linea politica, nel caso del Partito democratico ci sono state Direzioni e riunioni del Gruppo del partito in cui la maggioranza si è espressa e poi porta in commissione la linea del partito”

“Credo che non sia comprensibile -ribadisce Boschi- chi oggi ha invocato il voto segreto, a meno che non ci sia qualche forma di imbarazzo a votare una legge elettorale identica a quella già votata al Senato dallo stesso Gruppo politico. Mi dispiace che abbiano abbandonato i lavori in commissione, se non dovessero rientrare” dopo la sospensione proposta dal presidente della commissione “proseguiremo con i nostri lavori, perchè sono nove anni che aspettiamo di avere una nuova legge elettorale, quindi non credo che l’assenza di alcuni Gruppi possa interrompere un percorso di riforme che la maggioranza e il governo hanno il diritto di portare avanti”.Quanto alla possibilità di un ricorso alla questione di fiducia, “è prematuro” parlarne, “visto che stiamo affrontando ancora i lavori in commissione”.

Adnkronos



   

 

 

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