Alla Orlandi quasi 240 mila euro di stipendio all’anno per mandarci il 730 a casa

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Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate (allieva dell’inventore di Equitalia Vincenzo Visco), è stata ospite al Forum dell’Ansa dove ha risposto alle domande dei lettori senza nascondere i dati personali del suo 730. Lo stipendio da direttore dell’Agenzia, ha spiegato, è quello imposto per legge, sotto quindi la soglia dei 240.000 euro lordi l’anno, più immobili “ricevuti in eredità”. ”Non ho altri incarichi – ha aggiunto – e in media lavoro dalle 8 del mattino alle 10 di sera. Ma sono molto contenta del mio lavoro”.

All’Agenzia delle Entrate debutta il nuovo modello di dichiarazione dei redditi, già compilato dal Fisco e scaricabile online da 20 milioni di lavoratori e pensionati. Una “rivoluzione”, l’ha chiamata ancora una volta il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, che costituisce una vera e propria “svolta culturale” nel rapporto con l’amministrazione. Da “controllore” il Fisco diventa primo attore e responsabile accanto al contribuente, rispondendo al nuovo imperativo di semplificare e rendere la vita più facile a cittadini e imprese. “C’è un cambio di filosofia: un cambio di cultura, – evidenzia Orlandi nel corso di un forum all’Ansa – si passa da un’amministrazione che dice ‘tu compila e portami, poi io controllo’, ad una che dice ‘io ti metto a disposizione tutte le informazioni che ho e sono io che mi prendo la responsabilità'”.

L’introduzione del nuovo 730 permetterà di evitare molti errori “e quindi molte arrabbiature per i cittadini” che peraltro, se accetteranno la dichiarazione senza modificarla “non dovranno più conservare scontrini, ricevute”. Anche in caso di integrazione, del resto, saranno comunque gli intermediari ad avere l’onere di tenere e esibire i documenti. La responsabilità cadrà infatti totalmente su chi appone il visto di conformità alla dichiarazione, ovvero proprio su commercialisti, Caf o sostituti d’imposta.

I primi dati dell’anno sulle entrate da riscossione mostrano un aumento “incredibilmente” del 32% ma prima di parlare di tesoretto “meglio aspettare fino alla fine”, ha aggiunto Orlandi. Per lo stesso motivo il direttore non si sbilancia nemmeno sulle previsioni di rientro di capitali: “l’interesse è alto ma i numeri ancora non tantissimo” ha detto, invitando a non aspettare fino all’ultimo, come consuetudine italiana, per aderire all’operazione. ansa



   

 

 

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