Dopo Milano, Bologna: Nuova gestione di Farinetti senza bandi di gara

Farinetti_Renzi

 

Dopo Milano Bologna. Un nuova gestione da Oscar (Farinetti), senza bandi di gara. A Milano l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sollevato dubbi sull’affidamento diretto a Farinetti della gestione di due padiglioni enogastronomici dell’ EXPO senza nessuno bando di gara.
A Bologna accade la stessa cosa, ma con l’aggravante che si sacrifica un patrimonio pubblico come quello rappresentato dal CAAB, il Centro agroalimentare partecipato al 95% da soci pubblici come Comune, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio,Provincia, per il progetto F.I.C.O. la Fabbrica Italiana Contadina, una sorta di “Disneyland” all’ italiana dell’agroalimentare. Una operazione che dietro una superficiale patina di ecologismo nasconde un coacervo di sprechi.

A Bologna, il Comune e Regione Emilia-Romagna a guida Pd-Sel, nel silenzio più assordante a parte le denunce del Movimento 5 Stelle, hanno di fatto servito su un piatto d’argento a Farinetti e la sua Eataly il patrimonio del Centro Agroalimentare di Bologna .

Nel 2013, con una delibera del consiglio comunale di Bologna è stata scelta Eataly di Farinetti come General Contractor di tutta l’operazione. Tutto è avvenuto senza nessuna procedura concorsuale o ad evidenza pubblica e senza che la società prescelta potesse vantare una esperienza pregressa in un’operazione di tale portata.
Il Movimento 5 Stelle con interrogazioni in Emilia-Romagna, Comune e Parlamento chiede all’Autorità Nazionale Anticorruzione di vigilare sull’operazione.



   

 

 

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