Egitto, pena di morte confermata per la Guida suprema dei Fratelli Musulmani

Condanna a morte. L’ha confermata il giudice della Corte d’Assise del Cairo per 14 dirigenti dei Fratelli Musulmani, fra cui la Guida suprema Mohammed Badie. La condanna è appellabile in Cassazione.

La sentenza di pena capitale era già stata pronunciata lo scorso 16 marzo, ma, come da procedura, doveva essere sottoposta al parere non vincolante del Gran Muftì, la massima autorità religiosa egiziana, che ha dato luce verde.

Per Badie è solo l’ultima di una serie di condanne, per uno degli oltre trenta processi cui è sottoposto.

Due dei 14 imputati sono stati giudicati in contumacia.

La sentenza prevede anche l’ergastolo per altre 37 persone, fra cui Mohammed Soltan, cittadino egizio-americano, attualmente in sciopero della fame, e il cui padre, Salah Soltan, è fra i condannati a morte.

Mohammed Badie e gli altri imputati sono accusati di aver cercato di destabilizzare il Paese con i disordini seguiti alla deposizione del presidente Mohammed Morsi nel 2013.

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