Sindaco di Corleone: rimanere isolati è l’ultima preoccupazione che un immigrato dovrebbe avere

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Corleone – 10 aprile 2015. Lea Savona sindaco di Corleone interviene sulla vicenda degli immigrati nigeriani che hanno rifiutato di essere trasferiti a Corleone perchè città “troppo isolata”.

“E’ pazzesco. Hanno addirittura lottato con la prefettura per non venire a Corleone”, afferma Lea Savona, “Come sindaco, sono indignata, così si offende il buon cuore dei miei concittadini. Saremo anche isolati, ed è un fatto che pongo all’attenzione di tutti, dei politici in primis, ma abbiamo sempre dimostrato di voler bene agli immigrati, ricercando e sostenendo anche l’integrazione”.

Lea Savona si sfoga e aggiunge: “Collaboriamo da tempo con il Prefetto Francesca Cannizzo e le altre istituzioni coinvolte per ospitare gli immigrati richiedenti asilo politico. Si tratta di garantire e difendere un diritto umano e sino ad ora abbiamo dimostrato di essere all’altezza delle nostre responsabilità. Il nostro impegno è di essere le “Capitale Mondiale della Legalità”, senza compromessi, questo è il nostro biglietto da visita. Abbiamo messo a disposizione un ex-Hotel 3 stelle, mi pare una sistemazione più che dignitosa. E’ panoramico, immerso nel verde ed è a due passi dal centro. Siamo un popolo storicamente e culturalmente preparato per accogliere lo straniero, abbiamo persino una ex-moschea a riprova che la nostra gente sa vivere in armonia e nel pieno rispetto delle diversità culturali. A quei pochi di Corleone che storcono il naso sui richiedenti asilo politico dico solo che siamo tutti immigrati, chi prima, chi dopo. Ma ora c’è un motivo in più per pretendere e ottenere le strade sistemate: poter accogliere gli immigrati”.

“Pongo allo Stato il problema di farci uscire dall’isolamento in termini di strade e servizi, infrastrutture che sono indispensabili per ridare la dignità rubata ai Corleonesi”.

“Quanto successo”, prosegue il sindaco di Corleone, “è paradossale, cozza con la logica quindi faccio fatica a comprenderlo. Cerco di immedesimarmi nelle loro paure e angosce per il destino che li attende. Sappiamo di villaggi in Nigeria che sono isolati e sono stati presi di mira dai terroristi. Tutti ricorderanno le 200 studentesse di Chibok in Nigeria mai rilasciate, forse uccise, o le 185 persone prese in ostaggio, caricate a bordo di camion verso la foresta a 70 chilometri dalla città di Maiduguri. I raid dei terroristi, come sappiamo, hanno colpito una delle zone più isolate del Paese, con strade impraticabili e dissestate”.

“Forse per comprendere la loro paura di trasferirsi a Corleone”, conclude Lea Savona, “dobbiamo proprio ragionare con questi fatti di violenza e inciviltà che ho menzionato brevemente, diversamente ‘rimanere isolati a Corleone’ è davvero l’ultima delle preoccupazioni che un immigrato potrebbe avere“.

Renato Ongania



   

 

 

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