Nigeria: islamisti massacrano le mogli per non farle cadere in mano agli “infedeli”

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Donne costrette a sposare gli estremisti di Boko Haram, massacrate dai loro stessi mariti per non farle cadere in mano agli “infedeli”. E’ l’ultima atrocità compiuta dagli attivisti islamici in Nigeria, prima di una battaglia con l’esercito nigeriano nel villaggio di Bama, seconda città del Borno.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i miliziani, dopo aver ricevuto la notizia di un imminente attacco da parte delle truppe nigeriane, hanno deciso di scappare verso Gwoza. Ma temendo di essere uccisi, hanno prima trucidato le loro mogli-schiave per evitare che queste si risposassero con i non credenti.

Il massacro delle donne è iniziato una decina di giorni prima che Bama venisse liberata. E alle consorti che chiedevano pietà, gli islamisti avrebbero detto che solo così facendo loro sarebbero rimaste pure fino a quando non si sarebbero di nuovo incontrati in cielo, dove si sarebbero riuniti. Alcuni uomini di Boko Haram si sarebbero comunque rifiutati di uccidere le loro mogli e sarebbero fuggiti nello stato di Yobe.

I cadaveri delle donne sono stati scoperti dall’esercito nigeriano in alcuni pozzi. Pile di corpi mutilati sarebbero stati ritrovati anche lungo le rive de fiume Bama. Una fonte dell’intelligence ha reso noto che le vittime sarebbero alcune persone rapite dagli insorti durante il periodo di occupazione di Bama, riconquistata lunedì scorso dalle truppe nigeriane.

Intanto il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, in un’intervista alla Bbc, auspica di riconquistare i territori in mano a Boko Haram entro un mese. I militanti del gruppo islamista sono “ogni giorno più deboli”, tuttavia, ha ammesso Jonathan, le forze di sicurezza hanno tardato nel rispondere all’avanzata iniziale dei ribelli nel nordest del Paese. “Sono molto fiducioso che non ci vorrà più di un mese per recuperare i vecchi territori che finora sono stati nelle mani” degli uomini di Boko Haram, ha spiegato il presidente nigerino, pur ricordando di avere “sottovalutato la loro influenza esterna. Dal momento che da dopo la guerra civile non abbiamo combattuto nessuna guerra, non fabbrichiamo armi, così abbiamo dovuto cercare aiuto per ridotare il nostro esercito e l’aviazione”.

Jonathan ha poi ribadito che secondo lui le 219 studentesse rapite l’anno scorso a Chibok sono ancora vive, aggiungendo che le autorità le stanno ancora cercando e verranno trovate. Tra pochi giorni i nigeriani si recheranno alle urne per eleggere il presidente. “Vincerò sicuramente”, ha detto nonostante la forte concorrenza da parte dell’opposizione. adnkronos



   

 

 

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