Gentiloni: difficile distinguere tra Isis e terrorismo jihadista più tradizionale

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Le forze del jihadismo più tradizionale e quelle dello Stato islamico (Isis) si sono saldate tra loro e questo rappresenta un’ulteriore minaccia. L’ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista al Messaggero, dedicata principalmente all’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, nel quale sono morti anche quattro italiani, e alla Libia.

“Sono vittime innocenti di terroristi criminali” ha detto Gentiloni rispondendo a una domanda se i quattro italiani siano da considerare le prime vittime italiane dell’Isis. “Poi – ha precisato – è molto difficile distinguere rigidamente tra Daesh (Isis, ndr.) e terrorismo jihadista più tradizionale di matrice jihadista“. Poi, ritornando sull’argomento, il ministro ha spiegato che, già a partire dagli attentati di Parigi, tutti si sono resi consapevoli che “le forze storiche del jihadismo si sono saldate con questo fenomeno nuovo del Daesh e con la capacità del Daesh di mobilitare all’interno dei paesi europei forze magari isolate, cani sciolti, lupi solitari”.



   

 

 

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