Attentati in Yemen, 137 morti. Mogherini: “governo inclusivo”

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Strage di sciiti nel centro di Sanaa, in Yemen, nel venerdi’ di preghiera: e’ di 137 morti e piu’ di 345 feriti il bilancio del doppio attentato kamikaze che ha colpito due moschee frequentate dai ribelli Houthi, il movimento sciita che da settembre ha occupato la capitale yemenita. L’attacco e’ stato rivendicato dall’Isis con un messaggio Twitter.

Intanto, nuovi raid aerei hanno colpito la citta’ di Aden, nel sud dello Yemen, dove da alcune settimane risiede il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Lo riferiscono fonti stampa locali, dopo che gia’ giovedi’ alcuni caccia sollevatisi in volo a Sanaa avevano cercato di colpire il complesso presidenziale di Aden. Secondo le fonti, la contraerea delle forze fedeli al presidente Hadi e’ entrata nuovamente in azione per respingere l’attacco.

Gli attentati e i combattimenti ad Aden “mirano chiaramente a far deragliare il processo di transizione” nel Paese, ha commentato il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, esortando “tutte le parti a ritornare al dialogo e a negoziati inclusivi”.

Nella capitale hanno agito quattro “shahid”: due all’interno delle moschee Badr e Hashoush durante la preghiera del venerdi’, due all’esterno a bordo di un’autobomba. Un quinto attentatore e’ entrato invece in azione a Saadah, altra roccaforte Houthi nel nord del Paese, ma e’ stato ucciso dalle forze di sicurezza prima di farsi esplodere. Tra le vittime, vi e’ anche il noto imam houthi della moschea Bad, Al-Murtada bin Zayd al-Muhatwar.  AGI



   

 

 

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