Islam: arriva l’albo degli imam italiani, proposta allo studio del Viminale

Izzedin_Elzir

 

All’albo dei medici e a quello degli avvocati presto si aggiungerà quello degli imam d’Italia. A chiederlo, da anni a gran voce sono le rappresentanze dei musulmani in Italia per sottrarsi alle strumentalizzazioni derivanti dagli episodi di terrorismo, a partire da quelli a Parigi e Copenaghen e poi a mettere distanza rispetto alle minacce anche all’Italia che arrivano dai jihadisti dell’Isis, anche loro musulmani

La proposta è stata depositata sul tavolo del Viminale in seguito alla ripresa del dialogo con le associazioni di rappresentanza dell’islam voluta dal ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha riaperto la “Consulta per l’islam” avviata da Giuseppe Pisanu, nel 2005. Il 23 febbraio, il ministro ha convocato alcuni rappresentanti delle comunità islamiche, dopo gli atti terroristici a Parigi e a Copenaghen, ai quali ha chiesto di “distinguere chi prega da chi spara” e ha aggiunto che “chi prega ha il dovere di prendere duramente, incontrovertibilmente, inequivocabilmente le distanze da chi spara, anche con denunce”.

Una delle organizzazioni più convinte sulla necessità di un albo nazionale per gli imam è l’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche in Italia (di ispirazione sunnita). Il suo presidente, l’imam di Firenze, Izzedir Elzir fa alcune precisazioni e traccia già i confini di competenza tra comunità islamiche e Stato: “l’albo degli imam deve essere fatto dalla comunità islamica. Lo stato italiano è laico non può intervenire nei lavori interni della comunità islamica. Può approvare quello che approva la comunità islamica che porta quest’albo alla prefettura e poi alla direzione centrale dei culti ammessi”.

Secondo Foad Aodi, presidente del Comai, (Comunità del mondo arabo in Italia) occorre invece la “laurea in teologia” (da prendere sia in Italia che in Egitto), un’esperienza di tre anni e la predisposizione per fare l’Imam “perché è una cosa importante”.

La “patente” da imam però non mette a riparo il paese dagli estremisti. “E’ una questione tecnica. Non c’entra con il terrorismo che va combattuto insieme alle forze dell’ordine e con le altre comunità religiose. Non è che l’albo degli imam risolve la questione del terrorismo ma non c’è dubbio che dà un messaggio di tranquillità”, precisa l’imam di Firenze.
In effetti, al momento esiste già una forma di albo, in fase embrionale, espressione della sola l’Ucoii che ha già una gerarchia interna, dispone anche di un albo degli imam. “Ora quello che chiediamo è che venga approvato dal ministro dell’Interno – afferma Elzir – . ANSA

 



   

 

 

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