Putin: “Per la Crimea eravamo pronti ad allertare le forze nucleari”

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Lo scorso anno “la Crimea è stata trasformata in una fortezza, con oltre 40 sistemi missilisti s-300 e una ventina di batterie mobili, insieme ad altre armi pesanti”. Lo rivela Vladimir Putin in una intervista televisiva alla vigilia dell’anniversario dell’annessione della Penisola da parte della Russia.

La Russia era pronta a mettere in allerta le forze nucleari del suo Paese quando la Crimea decise, un anno fa, di annettersi alla Federazione, se gli Stati Uniti ed i loro alleati fossero intervenuti. “Eravamo pronti a farlo”, ha detto Putin ad una domanda in proposito nel documentario “Crimea: the Road to Motherland” trasmesso oggi dalla tv di Mosca, durante il quale ha rivelato di aver avvertito Stati Uniti ed Europa di non immischiarsi, accusandoli di aver orchestrato la destituzione dell’allora presidente ucraino Viktor Yanukovych. “E’ per questo – ha continuato – che penso che nessuno abbia voluto iniziare un conflitto mondiale”.

Putin sottolinea poi che la vita dell’allora presidente ucraino Viktor Yanukovych era in pericolo, volevano ucciderlo, per questo la Russia intervenne e gli salvò la vita. “Per noi -afferma- era chiaro e ricevemmo informazioni che c’erano piani non solo per la sua cattura ma, preferibilmente da parte di coloro che avevano condotto il golpe” a Kiev, ha rievocato, “anche per la sua eliminazione fisica”.

Salvare la vita a Yanukovych – contro il quale per settimane migliaia di persone manifestarono, chiedendone le dimissioni, dopo la decisione di non firmare più l’accordo di adesione con l’Unione Europea, fino alla sua fuga in Russia nella notte tra il 22 ed il 23 febbraio – è stata “una buona azione”, sostiene ancora il presidente.



   

 

 

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