Campi Rom, le politiche della Cutini costano ai romani 1.269.978 euro

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Il 16 dicembre 2013 alle famiglie rom residenti nel «villaggio attrezzato» di via della Cesarina venne comunicato che «per motivi di ristrutturazione e adeguamenti del Villaggio» occorreva effettuare un «trasferimento temporaneo» nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” sito in via Visso. Nei giorni successivi 137 rom sono stati trasferiti nella struttura, malgrado l’opposizione di alcune organizzazioni per i diritti umani.

Qualche mese dopo, l’8 aprile 2014, undici organizzazioni avevano scritto al sindaco Marino per esprimere la loro contrarietà alla decisione dell’assessore Rita Cutini evidenziando da un lato la «reiterazione di una politica segregativa nei confronti dei rom» legata alla costruzione del nuovo “campo” e, dall’altro, puntando l’indice sul tema dell’efficacia della spesa pubblica. L’Associazione 21 luglio, tra le firmatarie della missiva, aveva esplicitamente parlato di «scelta economicamente insostenibile». Agli appelli seguì il silenzio del primo cittadino e dell’Assessorato.

In realtà il Comune di Roma si era affrettato, il mese precedente, ad affittare il terreno da Propaganda Fide – una delle nove congregazioni della Curia Vaticana – e a realizzare a sue spese la bonifica dell’intera area. Dopo qualche settimana si scoprì che il terreno era contaminato da amianto e del nuovo “villaggio”, dopo il sequestro disposto dal Tribunale di Roma, non se ne fece nulla. Alla scelta miope e irresponsabile da parte degli amministratori capitolini resta da capire quale è il conto pagato dalla collettività.

Oggi finalmente, carte alla mano, riusciamo a comprenderne il costo.

Nel marzo 2014 il Comune di Roma affida alla Ra.La.M. l’intervento di bonifica dell’insediamento in via della Cesarina per un importo di 192.726 euro. Nello stesso mese l’Amministrazione Comunale formalizza l’affitto del terreno di proprietà di Propaganda Fide per un costo totale nel solo 2014 di 80.000 euro. L’area è oggi abbandonata al degrado e all’incuria, utilizzata da imprese edili per sversare rifiuti. Nel degrado è anche il “Best House Rom” dove intanto sono “parcheggiati” i 137 rom. Per loro il Comune di Roma ha versato nel solo 2014, tra spese di gestione, sportello legale e servizio di scolarizzazione, 997.252 euro.

Quanto è costata al contribuente romano la scelta miope dell’ex assessore Cutini? 1.269.978 euro. Aveva ragione Buzzi, i rom rendono molto. Su ogni rom quasi 10.000 euro di spesa pubblica trasferita, a vario titolo, su enti o organizzazioni private.

romatoday.it



   

 

 

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