8 MARZO – Giornata Internazionale della Donna

mimosa

 

Dal 1922, quando venne istituita in Italia quella che avrebbe dovuto essere la ‘Giornata Internazionale della Donna’ per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche, come le discriminazioni e le violenze che subivano e continuano a subire le Donne da un mondo da sempre misogino, la Giornata  poi si è trasformata nella ‘Festa della Donna’. Ma, accortisi che non v’era nessuna relazione con le motivazioni della sua istituzione, ora rischia di diventare quella che si potrebbe chiamare ‘Sagra della Donna’.

Diritti? In Italia lavora 1 mamma su 2: nel Sud la percentuale scende a 1 mamma su 3. contro le 2 mamme su 3 del Centro e del Nord. In Italia vige una Costituzione ad personam. Tra queste mamme, ovviamente sono più svantaggiate le lavoratrici indipendenti: in Italia ha un impiego solo 1 mamma imprenditrice o professionista ogni 7.

Tra il 2008 e il 2014, in piena crisi economica, pianificata, indotta e sfuggita di mano dai ‘nostri amici’ americani, in Italia gli occupati sono diminuiti di 1 milione all’anno. A farne le spese sono state in primis le Donne, con una disoccupazione ha raggiunto percentuali da capogiro. Grandi differenze nelle 3 Italia: l’Italia del Sud ha perso quasi 600mila posti di lavoro, il 70% del calo complessivo mentre l’Italia del Nord ne ha persi la metà, circa 300.000 L’Italia del Centro invece, udite udite, ha guadagnato 50.000 posti di lavoro. E come si spiega? Non possiamo non essere maligni o ‘cattivisti’ nel pensare che questo vantaggio sia dovuto soprattutto alle politiche di riguardo messe in atto dai governi golpisti del centro Italia. Infatti, dall’alto tradimento del capo dello Stato Napolitano che attuò il colpo di stato mandando a casa ‘in quattro e quattrotto’ la ‘polifica’ del Caimano rimpiazzandolo con, l’uomo Fiat e Bildelberg Mario Monti agli ordini della ‘politica criminale della Troika che ha fatto danni irreparabili, ‘legge Fornero’ solo per rovinarvi la giornata.

Dopo di che ci sono stati altri due governi Troika: il Lettamaio (del toscano di Pisa: ‘meglio un morto in casa che un pisano all’uscio’) e il ‘governo dell’Arno’, che va da Rignano sull’Arno – dove è nato e cresciuto l’Ebetino – a via Alfani 8 a Firenze – dove il piccolo Duce abitava gratis a sua insaputa – passando da Pontassieve – dove abita tutt’ora in una casa comprata con un mutuo che nessuna Banca al mondo avrebbe concesso a chiunque altro – tuttora in auto-carica che lavora esclusivamente per la Troika o le ‘istituzioni’ come hanno deciso di intitolarsi ora.

Ma ‘state sereni’, da oggi, con Jobs Act prende il via al nuovo contratto a tutele crescenti “si apre una fase nuova per il lavoro in Italia, nel segno di una maggiore certezza di regole per le imprese, di una prospettiva di stabilità per le lavoratrici ei lavoratori, di un ampliamento delle tutele” dice Poletti, il sedicente ministro. “Si avvia la costruzione di un nuovo mercato del lavoro più efficiente ed efficace, ed al tempo stesso più equo ed inclusivo”.

Non ci resta che aspettare, aspettare e aspettare e intanto il cittadino italiano, contro il quale è in atto una vera e propria discriminazione e una sostituzione etnica, si impoverisce, si indebolisce e o muore o si suicida. Eravamo partiti col parlare della Celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, siamo finiti a parlare di miseria e morte….

Buon 8 Marzo a tutte le DONNE che SONO davvero DONNE.

Armando Manocchia



   

 

 

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