USA: relazioni tra bianchi e neri peggiorate da quando Obama è presidente

obama

 

“Ferguson non è un caso isolato”. E ancora: “Selma non riguarda il passato. Selma è ora”. Barack Obama torna con forza sulla questione razziale in America. Lo fa a 48 ore dal rapporto sui comportamenti shock della polizia della cittadina del Missouri. Ma soprattutto alla vigilia delle celebrazioni per i 50 anni dalla marcia di Selma, in Alabama, che cambiò la storia dei neri d’America e del movimento per la difesa dei diritti civili.

Gli ultimi sondaggi parlano chiaro: per 4 americani su 10 le relazioni tra bianchi e neri sono peggiorate da quando alla Casa Bianca c’è il primo presidente afroamericano. Un aspetto con cui Obama fa i conti ogni giorno, spesso accusato di non fare abbastanza ma ossessionato dal non apparire un presidente di parte. “Non penso che quello che è accaduto a Ferguson (un giovane rapinatore afroamericano fu ucciso dalla polizia)   sia tipico di ciò che accade nel Paese – ha spiegato Obama in un’intervista rilasciata alla vigilia delle commemorazioni – ma non è un caso isolato. Penso che ci siano circostanze nelle quali la fiducia tra le comunità e le forze dell’ordine si è deteriorata. E credo che singoli individui o interi dipartimenti di polizia nel Paese potrebbero non aver ricevuto la giusta formazione. E potrebbero non esercitare quella che dovrebbe essere la loro responsabilità primaria: assicurare che stanno proteggendo e servendo tutti i cittadini, non solo alcuni”.



   

 

 

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