Isis, Libia: fermate le attività in 11 pozzi petroliferi

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Il colosso petrolifero libico, National Oil Company, ha dichiarato oggi lo stato di forza maggiore e ha fermato le attività in 11 giacimenti del Paese a seguito degli attacchi messi a segno dai jihadisti, minaccianco anche “di chiudere tutti i pozzi e i porti” se le condizioni di sicurezza non dovessero migliorare.
Come riporta al Jazeera, lo stato di forza maggiore – che protegge le aziende che non riescono a rispettare i contratti per motivi da loro indipendenti – è stato annunciato poco dopo un attacco al giacimento di Dahra.

Martedì scorso gli islamisti avevano già preso il controllo dei pozzi di Al-Bahi e Al-Mabrouk, a circa 500 chilometri a est di Tripoli, puntando proprio su quello di Al-Dahra.
L’attacco ha spinto le forze governative a rispondere, anche con raid aerei, stando a quanto riferito dal ministro del Petrolio, Mashallah al-Zewi, del governo di Tripoli.
Oggi è in programma in Marocco un nuovo incontro tra i due governi che si contendono il controllo della Libia.



   

 

 

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