Torino: bocciato referendum sui campi nomadi. Il Pd dice No alla democrazia

Bocciato il referendum sui campi nomadi della Lega Nord

fassino

Il no della Sala Rossa è chiaro: il referendum popolare proposto dalla Lega Nord contro i campi nomadi non si farà, malgrado quella che si è verificata in aula sia stata una vera e propria bagarre. Sia relativamente alla possibilità di proporre una consultazione popolare nonostante la “democrazia rappresentativa”, sia su quello che rappresenta una delle maggiori piaghe del capoluogo torinese: l’emergenza nomadi. Perchè di fronte a una cittadinanza che “non ce la fa più”, bisogna pur trovare una soluzione.

Un referendum, quello sui campi nomadi, che avrebbe verosimilmente ottenuto un parere dominante da parte dei torinesi, ossia quello dello sgombero. E allora forse la maggioranza, secondo alcuni consiglieri, preferisce evitare che si arrivi a un referendum, piuttosto che trovarsi di fronte a un esito che, presumibilmente, sarebbe scontato: “Evidentemente una parte della sinistra vuole mantenere i campi rom abusivi – asserisce il consigliere Tronzano -. Sarebbe stata l’occasione giusta per interpellare i cittadini e, successivamente, adottare politiche più incisive”.

Sì, perchè malgrado direttive europee impongano all’Italia il superamento dai campi nomadi, a Torino siamo lungi dall’averli superati. Esempio concreto? L’insediamento abusivo di corso Tazzoli i cui abitanti hanno messo praticamente in ginocchio residenti e imprese, depredate e ormai costrette a spostarsi in altre zone della città o spendere su vigilanza e sicurezza. Insomma, una piaga che il vicesindaco Tisi, asserisce di trattare già con la serietà che merita facendo riferimento alle operazioni di bonifica che in questi giorni si stanno verificando all’insediamento di lungo Stura Lazio.

Il Pd sapeva che l’esito alle urne sarebbe stato un plebiscito – afferma il capogruppo della Lega Nord al Comune Fabrizio Ricca – e questo avrebbe comportato per la Giunta doversi attivare al fine di risolvere concretamente il problema. A questo punto è chiaro che Fassino e maggioranza preferiscono chiudere gli occhi e far finta di nulla”.

Il referendum, dunque, non si farà. Ai cittadini non resta che sperare che le politiche attuali aiutino a risolvere la problematica, purtroppo sempre più sentita. L’ultimo caso solo qualche giorno fa, dove il canile municipale di via Germagnano è stato completamente devastato – verosimilmente – dai nomadi abitanti il vicino insediamento: “Chiediamo che l’amministrazione intervenga in modo deciso e concreto”, avevano asserito i volontari del rifugio.

torinotoday.it



   

 

 

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