Pedofilia: minorenne adescata sul web per produrre materiale porno, 5 arresti

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Violenza sessuale su minori, divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico: questi i reati emersi nell’indagine ‘Met Art’ svolta dalla Polizia di Stato nelle province di Genova, Savona, Alessandria, Milano, Brescia e Roma, che ha portato a 5 arresti, 2 domiciliari, 1 obbligo di dimora e 13 perquisizioni personali e domiciliari.

Le indagini hanno portato allo smantellamento di un gruppo di professionisti della fotografia che aveva adescato sul web una minorenne inducendola a compiere atti sessuali per la produzione di materiale pedopornografico con la promessa di una carriera da fotomodella. All’inizio avevano chiesto foto glamour, poi nudi artistici, per arrivare alla pornografia, con atti sessuali espliciti. Secondo gli inquirenti, cosi’ le persone arrestate questa mattina dalla polizia in 6 province del Nord e Centro Italia (Genova, Savona, Alessandria, Milano, Brescia e Roma) sono riuscite a convincere una studentessa sedicenne genovese a posare per produrre materiale pedopornografico.

L’inchiesta e’ stata coordinata dalla procura genovese ed eseguita dalla Polizia postale- compartimento Piemonte-Liguria, diretto da Paola Capozzi. Il procuratore capo Michele Di Lecce ha sottolineato il fatto che in questa occasione si e’ riusciti a intervenire non soltanto sulla diffusione di materiale pedopornografico ma direttamente sulla produzione.

A dare l’avvio alle indagini sono stati i genitori della ragazza, preoccupati in particolare per un messaggio Facebook che riguardava la figlia e anche per il comportamento assunto dalla giovane negli ultimi tempi. Gli indagati avevano contattato la sedicenne dopo averne notato il profilo internet, messo in rete con la speranza di intraprendere una carriera artistica. Proprio con la promessa di avviarla a un’attivita’ di fotomodella o di attrice gli indagati, fotografi e cineoperatori professionisti o dilettanti di buon livello, erano riusciti a convincere la giovane a posare per loro.

All’inizio anche i genitori erano al corrente dell’attivita’ della figlia, senza sospettarne gli esiti. I set delle riprese sono stati ricavati in alberghi, appartamenti, stidi fotografici nelle citta” in cui sono in corso le perquisizioni. Sembra che gli indagati abbiano utilizzato varie forme di pressione sulla ragazza per convincerla a posare per foto sempre piu’ spinte, anche promettendole che sarebbero state divulgate soltanto all’estero. adnkronos



   

 

 

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