Roma: Nomadi rubano pure i pali gialli delle fermate Atac, cittadini li inseguono

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Come riporta cinquequotidiano, l’esasperazione dei cittadini, tra i più organizzati a monitorare il degrado delle loro zone, è arrivata al punto da voler sapere cosa fanno e dove vanno alcuni personaggi che si aggirano nella zona. Si tratta di nomadi, intenti nella raccolta del ferro e di altri materiali che vengono poi venduti al mercato dei rottami. Il Caop, comitato di zona molto attivo ha raccontato su Fecebook una esperienza incredibile di degrado che riportiamo, inaugurando una nuova stagione, quella dei cittadini investigatori che a proprio rischio (e in assenza di una forte presenza delle forze dell’ordine) vanno da soli a fondo delle situazioni, come nel caso del ducato bianco nella foto.

L’INSEGUIMENTO IN GIORNO – “Questo furgone è stato dal CAOP intercettato poco fa nei pressi di Via Luciano Conti mentre tentava di rubare e caricare il palo della fermata dell’ autobus ATAC, prima di immettersi su Viale Caltagirone”. I cittadini con sprezzo del pericolo si sono attivati per capire dove andassero a finire i materiali rubati dal furgone bianco, e non hanno mollato la presa. Ecco cosa raccontano: “Accortisi della nostra presenza – continua il post – e che stavamo per intervenire, hanno desistito e sono fuggiti a tutta velocità”. Parte così l’inseguimento per i vialoni della immensa periferia est che confluisce nelle strette stradine della ex campagna romana.

TOMBINI IN GHISA E PALI DI FERRO – Ecco la conclusione dell’episodio: “Questi delinquenti sono quelli che poi vanno a vendere a peso tutto quello che possono prendere in ferro, ghisa ed altro, quindi potrebbero essere anche gli autori di molti furti dei tombini di ghisa in strada. Lo abbiamo seguito fino a quando non è entrato nel Campo nomadi di Via di Salone”. I cittadini non si sono sostituiti alle forze dell’ordine, ma hanno anzi chiamato il 113 e segnalato i fatti. Si tratta in realtà di situazioni note e conosciute, con furgoni privi di assicurazioni e semirotti. Anche i nomadi lo sanno, e conoscono ormai i cittadini organizzati in comitato: ormai sulle strade di Ponte di Nona è guerra aperta.



   

 

 

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