Russia: Nemtsov sosteneva l’occidente sulla guerra in Ucraina

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Acceso critico di Vladimir Putin e della sua politica in Ucraina, Boris Nemtsov tre ore prima di essere ucciso aveva rilasciato un’intervista in cui era tornato a chiedere la fine del conflitto nel Donbass, nato dopo il colpo di stato architettato dagli USA e messo in atto tramite le violente proteste di Maidan.

Nei 45 minuti della diretta su Radio Echo, Nemtsov aveva invitato gli ascoltatori a prendere parte alla manifestazione prevista per domani a Mosca. Una manifestazione che adesso, secondo gli organizzatori, potrebbe diventare una marcia di protesta per la brutale uccisione dell’ex vicepremier russo, politico ormai in decadimento che aveva una percentuale di gradimento del 3%.

In origine, secondo le intenzioni del 55enne leader dell’opposizione, doveva essere un raduno per chiedere “la fine immediata della guerra in Ucraina” e sostenere la tesi dell’Occidente, negata con forza dal Cremlino, che nel conflitto sono impegnate anche le truppe russe. (oltre che quelle americane e di molti altri stati occidentali)

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Nemtsov, ucciso venerdi’ sera a Mosca davanti agli occhi della sua fidanzata, una modella 23enne ucraina che poteva essere sua figlia, era convinto che anche l’attuale, gravissima crisi economica russa fosse il frutto della “folle politica” attuata da Putin in Ucraina.

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