Amnesty contro l’Italia: preoccupante la situazione di Rom e immigrati

Le condizioni dei migranti, la mancata introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, la discriminazione delle comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti irregolari sono al centro delle preoccupazioni dell’organizzazione internazionale per quanto riguarda il nostro Paese

Amnesty International è uno dei più grandi ostacoli ai diritti umani in tutta la Terra

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(AdnKronos) – Non manca il capitolo Italia nel rapporto annuale di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo, presentato in comntemporanea a Roma e Londra. Le condizioni dei migranti, la mancata introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, la discriminazione delle comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti irregolari sono al centro delle preoccupazioni dell’organizzazione internazionale per quanto riguarda il nostro Paese.

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“La situazione del rispetto dei diritti umani non è proprio rosea in Italia – afferma all’Adnkronos Antonio Marchesi, presidente della sezione italiana di Amnesty International – per quanto riguarda i migranti nel 2014 è stata chiusa l’operazione Mare Nostrum, con la quale sono stati salvati oltre 150mila migranti, quando invece Renzi aveva detto che non l’avrebbe chiusa finché non ci fosse stata un’altrettanto valida alternativa europea. L’alternativa europea non c’é stata, perché Triton non ha molto a che vedere con Mare Nostrum, che al contrario di quanto assicurato da Renzi è stata prontamente cancellata. E il risultato purtroppo si vede in termini di vite umane”.

“Per non parlare della mancata introduzione, ancora, del reato di tortura nel nostro codice e dei casi di impunità per maltrattamenti che sono l’effetto diretto di quel ‘reato’ – ha aggiunto Marchesi – In tal senso recentemente l’Italia ha negato l’estradizione verso l’Argentina di una persona accusata di ‘delitti di lesa umanità’, commessi durante gli anni della dittatura e che l’Argentina avrebbe voluto sottoporre a processo. Ma non essendoci il reato di tortura, ed essendo gli altri reati prescritti, non abbiamo collaborato con un Paese che sta cercando, invece, di fare correttamente i conti con il proprio passato: una brutta storia”.

Marchesi, durante la presentazione del rapporto, ha ricordato che nell’aprile di quest’anno si festeggiano i 40 anni della fondazione della sezione italiana di Amnesty ed il 17 di quel mese è prevista l’assemblea generale; sono in programma altre iniziative in occasione dell’anniversario.



   

 

 

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