Libia: premier islamista rifiuta negoziati di riconciliazione sotto egida ONU

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Gli islamisti che controllano Tripoli e la regione occidentale libica suonano gia’ le campane a morto per ogni ipotesi di nuovi negoziati di riconciliazione nazionale sotto egida Onu. Il premier del governo di Tripoli (non riconosciuto dalla comunita’ internazionale ma comunque una delle parti del conflitto in corso in Libia) Omar al Hasi, ritiene che “non si possa piu’ proseguire con il dialogo nazionale sponsorizzato dall’Onu (per opera dell’inviato speciale Bernardino Leon)” dopo i recenti raid aerei egiziani sulla Libia, seppur contro Isis.

Si tratta dell’ultimo episodio della guerra per procura che vede il cosiddetto governo ombra di Tripoli, sostenuto da Qatar e Turchia, scontrarsi con quello ‘laico’ di Abdullah al Thani, (riconosciuto dalla comunita’ internazionale) a Beida, sostenuto da Egitto (in primis tramite il generale Khalifa Haftar) ed Emirati Arabi Uniti.
Al Hasi ha anche accusato i gruppi di ex gheddafiani di essere dietro la nascita dello Stato islamico (Isis) a Sirte.
Citato dal quotidiano egiziano “al Mesrioon”, al Hasi ha affermato che “i gruppi armati che abbiamo visto non sono altro che elementi legati al defunto colonnello Muhammar Gheddafi, ai suoi servizi segreti e a quelli di paesi vicini”. (AGI) .



   

 

 

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