La sanità cade a pezzi, ma si inventano 17 nuove figure infermieristiche

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Consulente, coordinatore, facilitatore, assistente. Queste sono solo alcune delle 17 figure infermieristiche emergenti, 9 a livello ospedaliero e 8 sul territorio, individuate in uno studio condotto da Ce.Ri.S.Ma.S (Centro di ricerche e studi in management sanitario) dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, con il sostegno incondizionato di Fondazione Pfizer. I risultati sono stati presentati oggi a Roma.

Se a livello territoriale i ruoli si differenziano tra i “facilitatori di percorsi” (coloro che prendono fattivamente in carico il paziente, dei veri e propri “angeli custodi”), i “coordinatori” (dedicati in primis alla gestione del personale) e i “professionali” (specialisti nel campo infermieristico, assistenziale e/o riabilitazione); a livello ospedaliero se sussiste la figura dell’angelo custode (il “care manager”), che guida il paziente nel percorso di cura, il “case manager” e’ incaricato di gestire il flusso dei pazienti ricoverati verso le strutture territoriali, mentre e’ il “bed manager” colui che gestisce i trasferimenti dall’emergenza all’interno dei reparti.

“La ricerca conferma la emergere di nuovi ruoli organizzativi che interessano migliaia di infermieri in Italia e che ridisegnano le relazioni tra medico e infermiere, sia in ospedale che sul territorio”, hanno dteto i ricercatori di Ce.Ri.S.Ma.S, coordinati dai professori della Cattolica Stefano Baraldi e Americo Cicchetti. “In particolare, lo sviluppo delle funzioni di coordinamento in ambito infermieristico si riverberano anche sul lavoro del medico che, come conseguenza, sembra poter recuperare in modo piu’ pieno la dimensione professionale del proprio lavoro”, hanno concluso. (AGI)



   

 

 

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