“Crisi Perugina, 210 lavoratori a rischio esubero”

“CRISI PERUGINA, 210 LAVORATORI A RISCHIO ESUBERO. AGEA, M5S: LA NESTLÉ TRASFERISCA LA PRODUZIONE DI CAFFÉ A PERUGIA”

perugina

 

“Non mi abituerò mai al potere delle multinazionali. Ancora una volta, sempre in Umbria, un’altra multinazionale può decidere del futuro di mille famiglie”.

Queste le parole della Portavoce al Parlamento Europeo del Movimento 5 Stelle, Laura Agea, in merito alla crisi della Perugina, prestigiosa azienda umbra di proprietá della multinazionale Nestlé.

“Gli operai con cui abbiamo parlato sono preoccupati del consistente calo di volumi – dichiara l’europarlamentare pentastellata – Per sopravvivere la Perugina ha bisogno di almeno 30mila tonnellate l’anno. Invece, stanno calando inesorabilmente: 27mila tonnellate nel 2013, 25mila tonnellate nel 2014 e per il 2015 le previsioni sono ancora più nere”.

“Il fantasma degli esuberi aleggia sullo stabilimento perugino: sarebbero 210, di cui 180 stagionali e 30 strutturali – spiega la Agea – Gli operai ci ricordano che il contratto di solidarietà scadrà ad agosto 2016. Ricordano a loro stessi che l’hanno sottoscritto con il fine di congelare i licenziamenti e di abbassare temporaneamente il costo del lavoro per superare la crisi. E’ vero che le lettere di licenziamento non sono arrivate, ma gli esuberi sono sempre dietro l’angolo”.

Manca un piano industriale. La Nestlé è assente. La politica è assente (quando le piazze gridano, è troppo tardi). Confindustria è assente. Quando si accende l’interruttore di uno stabilimento di 85mila metri quadrati senza una strategia industriale, i rischi sono elevatissimi – aggiunge la portavoce grillina – Nel sito web della Nestlé si legge che: ‘Nonostante la difficile congiuntura economica, Nestlé continua a crescere e a investire in Europa. Gli investimenti più recenti includono un nuovo stabilimento Nescafé Dolce Gusto a Schwerin, in Germania, l’ampliamento degli impianti produttivi di Nestlé Professional a Noyal-Pontivy, in Francia e nuove linee di produzione installate nello stabilimento Nescafé Dolce Gusto di Girona, Spagna, per raddoppiare la produzione di capsule’. Ebbene, la politica nazionale e locale deve chiedere all’unisono alla multinazionale svizzera di trasferire a Perugia le linee del caffè”.

“La Nestlè investe laddove guadagna, quindi, non si limiti a commercializzare i suoi prodotti in Italia, trasferisca nel nostro Paese anche la produzione – conclude Laura Agea – La vertenza è politica, pertanto, porterò a Bruxelles e a Strasburgo la voce dei dipendenti Perugina: Nestlé investa anche a Perugia!”.



   

 

 

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