Sicilia, paladino dell’antimafia indagato “Diffamazione, vogliono screditarmi”

SI ALLUNGA LA FILA DI PALADINI DELL’ANTIMAFIA CHE FINISCONO AL CENTRO DI INCHIESTE GIUDIZIARIE

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Parla di “aggressione” e “delegittimazione in atto contro i vertici di Confindustria”, rilanciando il recente allarme del Palazzo di giustizia di Caltanissetta. Una manovra “subdola”, realizzata anche attraverso “il discredito mediatico”. E, ribadendo la fiducia nei confronti della magistratura, assicura che “andra’ avanti” nella sua azione.

Il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante, delegato di viale dell’Astronomia per le attivita’ per la legalita’ e da poco componente dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, risponde cosi’ alla pubblicazione oggi su ‘Repubblica’ di notizie su due inchieste a suo carico per reati di mafia da parte della Procura di Caltanissetta dopo le dichiarazioni di pentiti, e della Procura di Catania a seguito di una denuncia.

Sarebbero tre i collaboratori di giustizia che lo accusano e che avrebbero parlato di appalti e relazioni antiche con nomi discussi, un paio dei quali, a esempio, furono testimoni di nozze di un giovanissimo Montante, allora diciassettenne. Ma l’industriale nisseno non ci sta e anche attraverso il suo staff assicura che non fara’ nessun passo indietro, che significa pure niente dimissioni dai suoi incarichi.

“Ho letto – dice Montante – su un quotidiano nazionale notizie che mi riguarderebbero. Mi tornano in mente le parole profetiche pronunciate appena qualche giorno fa dal presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario”. L’alto magistrato, sottolinea l’imprenditore, “ha parlato di ‘attacchi contro i nuovi vertici confindustriali siciliani e nisseni, spesso aggrediti attraverso il metodo subdolo della diffamazione e del discredito mediatico, e l’accentuata campagna di delegittimazione condotta a tutto campo contro vari protagonisti dell’antimafia operativa, mirati a riprodurre una strategia della tensione che potrebbe tradursi in azioni eclatanti'”.

E, spiega Montante, “non e’ la prima volta. Non e’ un caso che nel 2013 il Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica abbia deciso di riunirsi proprio a Caltanissetta, mettendo attorno allo stesso tavolo i vertici delle forze dell’Ordine e della magistratura, insieme con i rappresentanti di Confindustria Montante e Lo Bello”. Anche in quella circostanza, il messaggio unanime fu quello di alzare il livello di guardia attorno a chi, “con azioni concrete, ha segnato una inversione di rotta nella lotta alla criminalita’, e i procuratori presenti espressero preoccupazioni sulla delegittimazione in atto da parte della mafia contro i vertici di Confindustria”. Detto questo, conclude Montante, “posso assicurare che il mio impegno contro il malaffare per liberare le imprese dal sopruso delle mafie continuera’ con maggiore forza e determinazione di prima, in continuo contatto, cosi’ come ho sempre fatto, con forze dell’ordine, istituzioni e magistratura, cui va la mia piu’ assoluta fiducia”. (AGI) .



   

 

 

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