Gentiloni: serve una battaglia culturale, non identificare i terroristi con l’islam

Servono misure concrete, ma anche una battaglia politica e culturale per isolare i terroristi e non identificarli con l’Islam”.

Gentiloni

 

Il decreto legge anti terrorismo verra’ approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in una intervista a Radio 24. Alla domanda se le condanne a morte eseguite dalla Giordania siano la risposta giusta alle atrocita’ dell’Isis, Gentiloni risponde: “Noi italiani siamo contrari alla pena di morte, ma dobbiamo valutare la minaccia che abbiamo davanti.

L’oscena propaganda dell’orrore rischia di infiammare ulteriormente il Mediterraneo e il Medio Oriente”. Il ministro degli Esteri italiano e’ contrario alla sospensione di Schengen: “Rinunciare a Schengen significherebbe rinunciare a uno dei 3-4 pilastri della Ue. Sono d’accordo, invece, alle proposte di rafforzare i controlli su chi proviene dall’esterno della Ue”. Sul fatto che l’aggressore dei poliziotti a Nizza fosse stato recentemente a Roma, Gentiloni afferma: “Tra i servizi di intelligence ci si scambia informazioni. Questa persona era da anni all’attenzione dei servizi, ma cio’ nonostante e’ riuscito a compiere un tentativo di strage.

Servono misure concrete, ma anche una battaglia politica e culturale per isolare i terroristi e non identificarli con l’Islam“.

Difatti ecco un esempio…   Rovigo – Hebdo, calciatore marocchino: “12 sono pochi”, “vogliamo sangue”

Sulle vignette di Charlie Hebdo Gentiloni afferma: “Io le pubblicherei. Ci deve essere un limite alla realpolitik.
Una delle nostre liberta’ fondamentali e’ la liberta’ di espressione. Sarebbe un errore fatale rinunciare alle nostre liberta’”.

Sulle polemiche circa un riscatto pagato dall’Italia per la liberazione di Greta e Vanessa, Gentiloni afferma: “L’Italia ha sempre avuto la stessa politica su questo tema da 10-15 anni. E’ la stessa politica di quasi tutti i Paesi occidentali. Nel 2014 nella stessa zona della Siria (dove erano prigioniere Greta e Vanessa ndr.) sono stati liberati altri 9 ostaggi occidentali. C’e’ poi il diritto e il dovere di riserbo dello Stato”.(AGI) .



   

 

 

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