TTIP: il piano per sottomettere regole e leggi agli interessi delle grandi imprese

TTIP IL PIANO SEGRETO DI USA E UE PER SOTTOMETTERE PERSINO REGOLE E LEGGI AGLI INTERESSI DELLE GRANDI IMPRESE

TTIP

 

A poco meno di un settimana dal lancio a Bruxelles dell’ottavo round negoziale sul TTIP, l’accordo transatlantico di libero scambio negoziato tra Commissione europea e Stati Uniti, un nuovo documento segreto viene diffuso grazie all’azione delle campagne della società civile europea e statunitense che si oppongono al trattato. Il testo diffuso pochi giorni fa riguarda uno degli aspetti centrali e più controversi del TTIP, la “Cooperazione regolatoria” (Regulatory Cooperation) e riguarda il processo di allineamento e di convergenza degli standard e delle normative tra i due Paesi, che andranno ad incidere su tutti gli aspetti dello scambio commerciale: dall’agricoltura (e quindi la qualità dei cibi e la tipologia di filiera che si andrà a sviluppare) alla chimica (e quidi gli standard di sicurezza), dall’ambiente (e quindi la qualità dei carburanti o la sostenibilità delle fonti energetiche) agli standard per i farmaci. Un testo che mostra decise differenze rispetto al documento di posizionamento che la Commissione europea ha reso pubblico lo scorso dicembre e che conferma le preoccupazioni e le denunce già espresse in mesi di mobilitazioni dalle reti della società civile.

“Il testo diffuso sulla Cooperazione regolatoria – dichiara Monica Di Sisto, di Fairwatch e tra i coordinatori della campagna Stop TTIP Italia – evidenzia come tutte le nostre preoccupazioni siano fondate. E’ un meccanismo per cui ogni nuova regola che esiste o che vorremo introdurre non dovrà disturbare gli affari delle grandi imprese. Se vorranno tutelare l’ambiente o i nostri diritti, gli Stati dovranno fargli sapere come e in anticipo, e se si dichiarassero danneggiati, dovrebbero per forza metterci d’accordo, anche se dovessimo rimetterci il lavoro o la salute. E’ questo il vero e proprio cuore del TTIP, che vogliono tenerci nascosto”.

Le parti in causa, quindi non solo gli organismi regolatori competenti, ma anche le lobby delle imprese e degli investitori, saranno avvertiti in anticipo sulla volontà di regolamentare o modificare gli standard di un settore (Early warning) consentendo così facile accesso ai documenti e rafforzando enormemente il potere di intervento dei privati, già ampiamente coinvolti nel negoziato a differenza di tutte le altre componenti della società civile.

“E’ un meccanismo che andrà a indebolire notevolmente la capacità di regolamentare da parte delle autorità democraticamente elette – sottolinea Marco Bersani di Attac e uno tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia – su molti aspetti della vita civile. Alcuni passaggi del testo, inoltre, evidenziano come non solo i beni ma anche i servizi siano inclusi in questo meccanismo e vale la pena di ricordare che i servizi pubblici non sono mai stati chiaramente esclusi dal negoziato, come si può osservare dai pochi testi ufficiali diffusi tra cui il Mandato negoziale”.

“Per questo è fondamentale rafforzare le mobilitazioni a livello italiano ed europeo per bloccare definitivamente il TTIP – conclude Monica Di Sisto – la prossima settimana una delegazione della Campagna italiana sarà a Bruxelles in occasione dell’Ottavo Round negoziale per coordinarsi più strettamente con le altre reti internazionali, mentre in Italia cresce settimana dopo settimana il numero dei comitati territoriali che si oppongono al trattato”. In occasione dell’evento di Bruxelles è stata lanciata anche in Italia la campagna di raccolta firme che ha ampiamente superato il milione e trecentomila adesioni in tutta Europa. Obiettivo? Cinquantamila firme entro il 18 aprile, giornata di azione globale contro il TTIP.



   

 

 

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