Renzi mette l’acqua a bollire, ma non ci butta nulla da cuocere

“Matteo Renzi ha da tempo messo a bollire una pentola d’acqua, ma finora non ha mai buttato nulla da cuocere”

steam on pan

 

di Carlo Violati

Continuava a pensare che in quattro mesi avrebbe rifondato lo Stato non solo dando inizio alla riforma del Senato e alla legge elettorale ma cambiando anche la giustizia civile e penale, i rapporti tra Stato e Regioni, semplificato la Pubblica amministrazione, saldato tutti i debiti che essa ha presso imprese e Comuni. Visto che la tempistica dei quattro mesi (nella quale aveva più volte ripetuto di impegnare la propria faccia) non poteva funzionare, ha ripiegato sui mille giorni, aggiungendo a quel minestrone già annunciato il problema della crescita economica, la ripresa del lavoro specie quella dei giovani, la fine del precariato e la riforma radicale del sistema del welfare.

Intanto la pentola d’acqua (che è in sostanza il favore dell’opinione pubblica e dell’appoggio parlamentare) cominciava ad evaporare. E comunque non avrebbe potuto cuocere tutto in una volta quell’immensità di problemi che si erano già presentati fin dai tempi di Aldo Moro quando lui e Berlinguer avevano realizzato un’alleanza tra i due partiti per risolvere i problemi di rifondazione dello Stato valutando che il tempo necessario sarebbe stato almeno di dieci anni”.

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I tedeschi hanno avuto un Cancelliere socialdemocratico, Schroeder, che ha sacrificato la sua popolarità per ridare alla Germania una politica ed una economia sane. Prima di lui i francesi hanno avuto il Generale de Gaulle che ha eliminato la “Repubblica Parlamentare” fonte di guai e di ingovernabilità, dando ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente il Capo del Governo con grandi poteri esecutivi

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Noi italiani non abbiamo avuto nessuno che sacrificasse la propria popolarità per il bene dell’Italia. Cosa ci vorrebbe per “RIFONDARE LO STATO ITALIANO”

  1. Eliminare i privilegi di molti cittadini riconosciuti con la Costituzione del 1948. Esistono cittadini che davanti alla legge SONO PIU’ UGUALI DEGLI ALTRI (i siciliani, i sardi, i valdostani, i trentini-altoatesini, i friulani-venezia giulia) che hanno dei benefici ormai anacronistici rispetto ai motivi che portarono (allora) a concederli.
  2. Eliminare il peso insopportabile di una asfissiante burocrazia (potere degli uffici pubblici) contro i poteri della democrazia (potere del popolo).
  3. Eliminare il costo della corruzione (che si è aggravato, in modo esponenziale negli ultimi dieci anni).
  4. Eliminare il peso opprimente delle tasse (pagate soprattutto dai cittadini onesti ad una esosa macchina dello Stato che permette a ladri ed evasori di lucrare alle spalle degli onesti, con una “EQUITALIA TRUFFALDINA”) che obbliga molte imprese a cercare di produrre in siti meno costosi.

Ma per fare questo ci vuole un uomo di coraggio che chiedesse ai cittadini di dargli sufficienti poteri per cambiare una COSTITUZIONE DANNOSA E FONTE DI PATTEGGIAMENTI DISONESTI, FATTI DA POLITICI SENZA MORALITA’.

 



   

 

 

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