Italicum: Renzi e Berlusconi hanno tradito il proprio elettorato

Tra Mafia Capitale e Mafia Viminale c’è l’Italicum.
Tra il mondo sopra e il mondo di sotto c’è il mondo di mezzo.

Con il Patto del Nazareno, Renzi e Berlusconi hanno tradito il proprio elettorato. In soli dieci mesi dallo sciagurato ‘capolavoro’, Renzi ha perso dieci punti nei sondaggi, mentre Berlusconi ha addirittura portato Forza Italia al suicidio perdendo ben 8 milioni di voti.

berlusconi-renzi

I due, indagati, imputati e condannati, calatisi arbitrariamente nel ruolo di padri costituenti senza curarsi minimamente dei propri elettori e tantomeno delle spaccature interne dove le reazioni, sia da una parte che dall’altra (si fa per dire) non mancano, vanno avanti da soli in barba a democrazia e rappresentanze.

Da un lato, Raffaele Fitto e Daniele Capezzone si dicono pienamente d’accordo nel considerare “un errore drammatico l’appoggio di Fi a Renzi. E’ l’ora di dire stop alla donazione di sangue. Risultati elettorali e sondaggi parlano fin troppo chiaro. Dovremmo pensare al taglio di tasse ed alla spesa pubblica, e ai nostri elettori delusi e astenuti, non ad assistere Renzi”.

Dall’altro, Giuseppe Civati, uno dei firmatari del “Documento dei 29”, dice che la domanda sorge spontanea: “Berlusconi ha deciso di rinunciare alla norma per la quale il premio di maggioranza sarebbe attribuito alla coalizione (che definiva irrinunciabile fino a qualche giorno fa) per dare al premier la possibilità di vedere approvato il premio a una sola lista. Qualcuno (dentro e fuori Forza Italia) l’ha definito un «suicidio» perché Berlusconi ha sempre sfruttato la coalizione per vincere le elezioni, fin dal 1994 (ci è andato vicino anche nel 2013). Così facendo, Berlusconi rischia addirittura di mettere in discussione il secondo posto e quindi la possibilità stessa di prendere parte al ballottaggio con la lista vincitrice, come previsto sempre dall’Italicum.

La domanda che sorge spontanea non è maliziosa: se Berlusconi ha rinunciato a una ‘clausola’ del Patto per lui fondamentale, che cosa ci ha guadagnato? Che cosa ha chiesto in cambio? Quali rassicurazioni ha ricevuto? La domanda non è maliziosa, è una domanda. Anche perché, per fare ciò, Forza Italia ha salvato la forzatura di Renzi: e quindi ha spalancato le porte all’approvazione dell’Italicum che penalizza Forza Italia fin dalle prossime ore, ben prima di eleggere il Presidente della Repubblica. Fosse un giallo, sarebbe scritto male, diciamo. Manca qualcosa”.

A margine, il leghista Matteo Bragantini, dice che si è venuta così a creare è una situazione assurda per cui,: “il parlamento non conta più nulla, due persone stanno riscrivendo Costituzione e legge elettorale con accordi presi nelle segrete stanze, in barba a democrazia e rappresentanze”,

Infine, anche per Arturo Scotto (Sel): “è incredibile che la riforma costituzionale e la legge elettorale siano appese ad un colloquio tra Berlusconi e Renzi. Sarebbe opportuno evitare che ci sia un’ipoteca definitiva del Patto del Nazareno su tutti i passaggi che si succederanno nelle prossime settimane. A partire dal merito: nessuno può comprendere seriamente la scelta di sottrarre ai cittadini il diritto a scegliere i parlamentari. Renzi su questo deve rispondere”.

Ad Armando Manocchia vengono in mente le parole di quel criminale di Carminati quando, in un’intercettazione del 13 dicembre 2012, parlava con il suo braccio destro-armato, Riccardo Brugia nella quale i due descrivevano la situazione ‘romana’ con un’immagine estremamente ‘illuminante’: “E’ la teoria del mondo di mezzo compà…. ci stanno… come si dice… i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora…. e allora vuol dire che ci sta un mondo… un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano e dici cazzo come è possibile che quello… come è possibile che ne so che un domani io posso stare a cena con Berlusconi..“.

Una cosa è certa, vince l’oligarchia, perde la democrazia.



   

 

 

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