Strage in una famiglia di immigrati: avvelena compagna, figlia 16enne e cane. Poi si suicida

ambulanza

 

Un duplice omicidio, realizzato forse tramite avvelenamento, e il successivo suicidio da parte dell’assassino. Questa l’ipotesi degli investigatori che lavorano sul caso dei tre cadaveri trovati ieri in un appartamento di Misano Adriatico, in provincia di Rimini. Al momento però nessuna ipotesi è esclusa da parte del Pm e dei carabinieri intervenuti sul posto. A chiarire la dinamica dell’accaduto sarà, infatti, l’autopsia, già disposta dall’autorità giudiziaria sia su 3 cadaveri umani, sia su quello di un cane, trovato anch’esso senza vita, all’interno dell’appartamento.

I due corpi che erano adagiati sul letto sono di una donna 44enne argentina, di sua figlia 16enne, cui si aggiunge quello del compagno della madre, un 35enne dell’Ecuador, incensurato e saltuariamente occupato come aiuto cuoco in Riviera, che era a terra in un lago di sangue.

L’ipotesi avvelenamento potrebbe essere compatibile con il fatto che né la donna, né l’adolescente presentavano segni di violenza sul corpo. L’uomo, invece, si sarebbe poi suicidato tagliandosi i polsi.

Secondo la primissima analisi del medico legale i cadaveri, rinvenuti in avanzato stato di decomposizione, erano lì da almeno 30 giorni. A chiamare i carabinieri, infatti, è stato il proprietario dell’alloggio, residente al piano superiore del palazzo, che non vedeva la famiglia da tempo e si era allarmato. L’intero appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire i rilievi scientifici necessari a delineare la pista investigativa ancora del tutto aperta. adnkronos



   

 

 

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