Preso lo stupratore seriale dei treni: è un romeno. “Reati spregevoli”

STUPRATORE-bologna

 

Si sono scambiati qualche parola sul treno, diretti dal Veneto entrambi a Bologna, la sera del 10 gennaio. Poi l’arrivo in Stazione e la proposta di lui: “Ti aiuto con i bagagli e ti faccio vedere da che parte è più comodo uscire dalla stazione”, la camminata verso l’undicesimo binario e subito la violenza sessuale sulla giovane donna di origini russe, colpevole di essersi fidata del 32enne che si era mostrato tanto disponibile. Approfittando di un angolo buio l’ha buttata a terra, l’ha malmenata rompendole un incisivo e l’ha stuprata, per poi abbandonarla lì e allontanarsi in fretta.

[callout template=”002″] Bergoglio: “I migranti, con la loro stessa umanita’, prima ancora che con i loro valori culturali, allargano il senso della fraternita’ umana“[/callout] “All’alba la ragazza ha denunciato il fatto alla Polizia – spiega il dirigente Polfer Maurizio Improta – attraverso un racconto nel quale emerge una violenza inaudita, confermato dai lividi, dalla rottura del dente e da tanti segni sul corpo della povera vittima, trasportata e seguita poi all’Ospedale Maggiore. Il 32enne rumeno l’ha conosciuta sul treno e l’ha condotta, con la scusa di aiutarla, in un luogo appartato per poi fare quello che sappiamo. Le indagini sono state lunghe e approfondite e il 2 gennaio abbiamo fermato il colpevole, indagato anche per un secondo stupro, sempre in stazione, ma a Ferarra”. In manette C.C.C, identificato dalla vittima ( senza minimo dubbio riconosciuto fra 10 uomini) dalla donna dopo essere stato fermato nella stessa Stazione di Bologna, dove stava discutendo con un controllore per il fatto di non essere provvisto di un titolo di viaggio.

LA VIOLENZA, LA RAPINA E LA FUGA VERSO LA PUGLIA. Dopo aver abusato della donna russa, lo stupratore le ha rubato anche denaro e cellulare: e proprio dal telefonino erano partite le indagini. A seguito del fatto l’uomo si era poi diretto, sempre in treno, verso Foggia, come dimostrano le riprese delle telecamere di sorveglianza che lo immortalano (VIDEO) mentre guardandosi alle spalle per capire se lo seguiva qualcuno, saliva sul convoglio.

DUE GLI STUPRI COMMESSI: STESSE MODALITA’. Sarebbero dunque due i casi di stupro a carico di C.C.C (per il primo è stato convalidato l’arresto, mentre è indagato per l’episodio di Ferrara): entrambi consumati nell’area di una stazione ferroviaria, entrambi ai danni di due giovani donne fra i 25 e i 30 anni.

CHI E’ LO STUPRATORE. L’uomo, nato nel 1983 in Romania, è in Italia senza fissa dimora e gravitava sull’intero asse Adriatico. Al momento del fermo della Polizia aveva con sè i biglietti ferroviari utilizzati negli ultimi tempi, prove fra l’altro, consistenti: il biglietto da Rovigo a Bologna, tratta lungo la quale ha ‘abbordato’ la prima vittima e quello da Bologna a Foggia (l’allontanamento dopo la violenza).

IMPROTA: “REATI SPREGEVOLI. NON ESCLUDIAMO CI SIANO ALTRI CASI NON DENUNCIATI”. Il dirigente della Polfer Improta ha sottolineato un modus operandi spregevole e ha spiegato che, in sinergia con le altre Questure coinvolte (asse Emilia-Romagna/Veneto/Puglia), sono in corso accertamenti per capire se sono stati consumati fatti simili, magari non denunciati “Visto anche che per dignità spesso non si ha il coraggio di farlo”.

LO STUPRO DI FERRARA. Sera del 28 dicembre 2014. Ha avvicinato una giovane donna con una scusa e l’ha violentata all’interno della Stazione Ferroviaria di Ferrara in un’area non specificata, ma al di fuori dell’area video-sorvegliata; poi l’ha costretta a seguirlo a bordo di un treno diretto a Bologna e una volta arrivato l’ha trascinata in un bar in Piazza XX Settembre, da dove la vittima ha finalmente chiamato il 113. Una volta arrivati, gli agenti hanno ascoltato la versione secondo cui sarebbe stato un rapporto consensuale e lo hanno fotosegnalato: le indagini hanno poi condotto gli agenti al parallelo fra i due casi, così simili e così ravvicinati nel tempo e nell’area di azione.

LO STUPRATORE E’ ORA IN CARCERE. Lunedì 5 gennaio 2015 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna Panza, su richiesta del PM Santangelo, ha convalidato il fermo di Polizia Giudiziaria applicando la misura di custodia cautelare in carcere. Il 32enne rumeno pare non abbia precedenti.

bolognatoday.it



   

 

 

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