Prato: 19enne travolto e ucciso da auto pirata, fermato marocchino

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Un marocchino di 28 anni è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte del diciannovenne Giancarlo Ravidà, travolto da un’auto pirata in via Valentini a Prato.
Il fermo è stato disposto dopo che l’uomo, presentatosi in questura con un avvocato, è stato sentito dal pm Lorenzo Gestri e dal procuratore capo facente funzione Antonio Sangermano. Il marocchino è sposato con una donna italiana, ha due figli minori e fa di mestiere l’imbianchino.

Legale, fuggito e poi ritornato – ”Il mio assistito si è costituito spiegando agli investigatori che si è fermato con la sua auto a pochi metri di distanza dal luogo dell’incidente, nell’immediatezza del fatto. Ha cercato di partecipare alle manovre di soccorso del ragazzo investito senza tuttavia comunicare alla polizia municipale e ai medici che era stato lui a travolgere il ragazzo”. Lo riferisce l’avvocato Leonardo Pugi, legale del marocchino. ”Il mio assistito – ha aggiunto il legale – ha avuto paura perché è un ragazzo molto giovane ma oggi ha deciso di costituirsi e spero che la procura tenga conto del suo racconto che evidenzia soltanto la responsabilità dell’omicidio colposo e non dell’omissione di soccorso”. Il marocchino, secondo quanto si è appreso, ha dichiarato di avere un precedente penale.

Il ventottenne fermato per l’investimento di Giancarlo Ravidà al momento dell’impatto con il giovane era in auto, alla guida della sua Audi A3, con un connazionale che il giorno dopo – domenica – è stato arrestato dalla polizia per una rapina consumata ai danni di un cinese a Prato. La procura sta cercando di ricostruire come hanno trascorso la serata dell’investimento i due marocchini. Stando a quanto ha raccontato il fermato al sostituto procuratore, quella stessa sera il marocchino avrebbe chiamato sul luogo dell’incidente anche sua moglie. tiscali



   

 

 

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