Lettera di goriziani stanchi dell’invasione dei profughi

immigrazione

 

Quando si giunge in un periodo della vita dove qualcosa si è realizzato ci si accorge che non tutti sono potuti arrivare a realizzare i propri desideri; desideri fatti con duri sacrifici che non sempre hanno portato effettivamente a qualcosa di positivo.
Ecco che allora arriva in qualcuno di noi la voglia di Solidarietà; ma cosa è la Solidarietà?
Per noi la Solidarietà è aiutare qualcuno, meno fortunato di noi ma in maniera disinteressata, senza distinzione di bandiera politica ne di classe sociale.
Ed invece oggi si assiste al solito balletto, quasi fosse il nostro inno nazionale, dei clandestini a Gorizia; prima erano 90, poi 120, poi il Prefetto affermo a Cormons che non ne sarebbero arrivati altri, subito smentito dai fatti e siamo a 300.

Ormai sono passati diversi mesi da quando, con la solita transumanza, sono arrivati fino a noi chiedendo aiuto ed ecco che gli amici della buona volontà mossi a pietà si sono prodigati nel cercare loro una sistemazione a 35 euro al giorno in varie strutture di competenza di qualcuno il cui unico scopo è forse fare business sulla pelle degli immigrati, facendo una specie di gara a chi li aiutava di più. Poi, sempre mossi da una voglia assillante di finto perbenismo, come certe persone che prima affermano una cosa e poi l’esatto contrario affermavano che loro sfuggivano d una guerra ed invece si scopri anche qui che mentivano, dato che i più sono stati mandati via dagli altri Paesi della Comunità Europea perché le loro domande non erano state accolte ed ecco che i clandestini a Gorizia poterono circolare come se fossero genti da aiutare e vai con le coperte nel parco, vai con un tetto sulla testa, si ma solo per loro; come se gli Italiani indigenti non meritassero anche loro la Solidarietà. Ma non sarebbe più giusto dare i 10.500 euro spesi giornalmente (che annualmente fanno 3.832.500 euro) per tamponare le lacune delle normative italiane sull’immigrazione alle persone che hanno ricevuto lo sfratto da Ater?

I clandestini a Gorizia ormai non hanno più motivo di restare perché come abbiamo detto, essendo stati rifiutati da altri Paesi UE devono essere immediatamente espulsi. Concedere loro ancora le nostre pur limitate risorse equivale a uccidere decine di Italiani che non hanno di che vivere; alla faccia della tanto sbandierata Solidarietà.

Perché la tanto agognata medaglia dell’essere di Solidarietà la si esprime con i clandestini a Gorizia, e non con le persone Italiane la cui unica colpa è non essere profughi? Forse fa più radical-chic aiutare i clandestini a Gorizia che essere pro-Italiani?
Non dimentichiamoci che in questi giorni si è incominciato ad assistere in maniera plateale alla tratta dei clandestini attraverso rotte alternative e con metodi disumani dove si innesta il pilota automatico e si abbandona la nave in mare aperto ma puntando accuratamente la prua verso le Italiche coste, nella speranza di farli diventare altri clandestini a Gorizia direbbe qualcuno.

Ma per fronteggiare questa nuova forma di schiavismo abbiamo la tecnologia che ci aiuta, i droni.
Questi velivoli autogudati potrebbero intercettare le navi prima che gli uomini di morte lascino al loro destino gli amici della Regina dei profughi, perché non si fa, forse si ha paura del lucro cessante?
Questo atteggiamento di certe persone fa rabbia ed è indegno di un Paese Civile. Hanno coperto con finta solidarietà un business losco e sommerso, sfruttando esseri umani e favorendone la tratta per arricchirsi. Auspichiamo che sia messa definitivamente la pietra sopra la politica degli sbarchi e dell’accoglienza indiscriminata e si dirottino quei soldi per contrastare la crisi e per garantire un nuovo e migliore Stato Sociale agli italiani.
Catone, politico romano diceva: Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno. Metafora per dire che i clandestini a Gorizia non ottengono Solidarietà ma ipocrisia.

Firmato:
Ettore Guido Basiglio Ribaudo,
Paolo Cadeddu,
Massimiliano Limoli,
Maurel Trevisan,
Franco Bertin,
Giuliano Visintin,
Manuel Maniacco,
Diego Picelli,
Beatrice Pesenti,
Erika Kozlin,
Zuttioni Elisabetta,
Giorgio Zamarian,
Francesca Micelli,
Elena Patruno,
Piero Ballaben,
Lucchitta Macri,
Davide Pellis,
Bressan Elisa,
Manuel Cosolini,
Alida Demarchi.



   

 

 

4 Commenti per “Lettera di goriziani stanchi dell’invasione dei profughi”

  1. Vorrei proprio sapere se eravamo in 200 ITALIANI CHE DORMIVAMO AL FREDDO E PERTERRA AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA SE CERA TUTTA STA SOLIDARIETA
    COMUNQUE STIAMO DIVENTANDO LA PATTUMIERA DEL EUROPA

  2. Potete togliere il “goriziani”? Io non mi identifico con certi elementi. Grazie.

    • La sua firma non c’è quindi sui faccia passare le manie di persecuzione. Prego.

  3. Per fortuna non tutti i goriziani la pensano così, comunque la caritas e le altre realtà che stanno cercando di aiutare i profughi sono aperte a tutti anche gli italiani, che già aiutavano prima di questa emergenza, ed anzi chi ora si erge a difensore dei tantissimi goriziani in difficoltà prima neanche sapeva che esistessero, o meglio prima eran drogati, vagabondi, poveracci e peggio ancora, ora invece non gliene frega niente uguale ma PRIMA GLI ITALIANI

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