Renzi “Un 2015 a tutto ritmo o l’Italia e’ spacciata”

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Nel 2014 “e’ avvenuta una rivoluzione copernicana. E’ cambiato il ritmo della politica. Il percorso del cambiamento sta producendo risultati concreti”, rivendica il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella consueta conferenza stampa di fine anno. Ma per il premier il 2015 non deve essere da meno. Anzi, si deve accelerare, altrimenti – mette in guardia – l’Italia “e’ spacciata”.
Renzi non ha dubbi: “L’Italia non puo’ ripartire se non fara’ le riforme strutturali, senza riforme l’Italia e’ spacciata, ma queste da sole non bastano. C’e’ bisogno di un paradigma nel panorama europeo. Gli Usa fa un +5 per cento di Pil, un risultato eccezionale”. E’ per questo, incalza il premier, che la parola d’ordine del nuovo anno deve essere “ritmo”: “Dare un senso di urgenza perche’ l’Italia si riprenda il suo ruolo nel mondo”.

Renzi si descrive come un coach e si paragona ad Al Pacino, nel film ‘Ogni maledetta domenica’, ed esorta gli italiani ad avere fiducia, a credere nel cambiamento: “L’Italia ce la fara’, riusciremo a rimetterla in moto”, ma “colpisce questo senso di frustrazione e sfiducia che non e’ solo un fatto economico”, ha aggiunto, “perche’ e’ un grande Paese vivo e sono ancora piu’ convinto di quanto lo fossi a febbraio che l’Italia ce la fara’”. E confessa: “Mi sento un po’ come Al Pacino, quando dice ai suoi che ce la possono fare. Noi stiamo dicendo agli italiani che l’Italia ce la puo’ fare, che la squadra ce la puo’ fare, ogni centimetro e’ importante”. Quindi il capo del governo affronta uno dei temi spinosi di questo fine anno, il jobs act, e chiarisce subito che non varra’ per i dipendenti pubblici. Anzi, svela di essere stato lui stesso a chiedere che la parte relativa alla Pubblica amministrazione venisse stralciata.

Sul fronte lavoro “siamo al derby ideologico costante”, lamenta tuttavia Renzi, che invita a “non annullare quanto e’ stato fatto sul Jobs Act con queste polemiche qua. La riforma del pubblico impiego e’ dentro il decreto Madia”. Detto questo, Renzi e’ categorico nello scandire che se “un impiegato pubblico sbaglia, partendo dai furti e arrivando all’assenteismo a volte vergognoso, e’ giusto che paghi”. Altro argomento ‘caldo’ il successore di Napolitano. Il premier premette, “non gioco a ‘Indovina chi'”, per poi ostentare tranquillita’: “La legislatura durera’ fino al 2018 e ci sono i numeri per eleggere il presidente della Repubblica”. Ma sicuramente l’elezione del nuovo capo dello Stato “non sara’ un voto di fiducia sulla maggioranza”. E ribadisce che Silvio Berlusconi sara’ tra gli interlocutori per la scelta del presidente della Repubblica, “e’ del tutto normale e fisiologico”.

Quanto al leader azzurro, Renzi azzarda una previsione: senza di lui Forza Italia non esiste. Non manca lo sguardo rivolto oltre confine: per il premier non c’e’ rischio di contagio dalla Grecia, anzi “il nostro modello e’ la Germania e vogliamo fare meglio”, ma se l’obiettivo sara’ fallito, “la colpa sara’ tutta mia, non ci sono alibi”. Renzi poi spiega cosa intende quando parla di ‘gufi’: “Gufo non e’ quello che parla male del governo Renzi, perche’ e’ assolutamente leggittimo. Gufo e’ colui il quale non crede che l’Italia abbia un futuro, che dice tanto non ce la fa, quello che sbagliate tutte le previsioni del futuro non accetta il presente”, e scherza: “I gufi ormai ci stanno simpatici, ci fanno compagnia”.

Infine il premier affronta il tema riforme: rivendica la giustezza dell’Italicum, una sorta di Mattarellum con preferenze, ribadisce l’ok alla clausola di salvaguardia ma avverte, la riforma va fatta. Niente sconti ai corrotti (qui da’ una ‘bacchettata’ ai giudici, “parlino con le sentenze”), avanti con la spending review e con le privatizzazioni ma senza “svendere”. La local tax entrera’ in vigore nel 2016, chiarisce. In ultimo, il presidente del Consiglio conferma l’intenzione di andare avanti per tutta la legislatura. Certo, ammette, “a me converrebbe andare alle elezioni, ma all’Italia no”.



   

 

 

2 Commenti per “Renzi “Un 2015 a tutto ritmo o l’Italia e’ spacciata””

  1. Riforme strutturali?
    Si spieghi meglio, mister Renzi.

    Allude forse a quelle schifezze contenute nel vigente programma europeo REFIT ovvero -andando di male in peggio – allle efferatezze relative agli “Structural adjustments in The European Business Agenda 2014 – 2019” ?

    In caso di sua risposta affermativa, le ricorderei che nel nostro Paese tira una brutta aria.
    E che a rovistare nei cassonetti in cerca di cibo noi vorremmo mandarci i nostri governanti.

    Lei, compreso.

  2. L’opposto della verita’. Saremo spacciati se andremo a tutto ritmo con lui. Ecco che, in vista del rafforzamento del risentimento anti-euro, inizia un po’ di sano terrorismo psicologico per tenere gli italiani in riga. Tutto come da copione.

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